Chi ha usato gli africani di Rosarno

11 gennaio 2010 - Tonio Dell’Olio

Chi paragona la rivolta degli africani di Rosarno a quella degli abitanti delle banlieue parigine non ha compreso bene in quali condizioni vivono da anni gli africani nella piana di Gioia Tauro. La banlieue "indica l'area periferica dei grandi agglomerati urbani". A Rosarno si vive in fabbriche dismesse. Ci piove dentro o ci si arrostisce se c'è il sole. Le pareti che separano uno spazio dall’altro sono di cartone. In alcuni casi, la generosità di qualche organizzazione di volontariato ha donato una tenda...
Ma chi di noi andrebbe a viverci in una tenda?
Umiliati e sfruttati, usati sempre. Anche in questi giorni. Dalla 'Ndrangheta che voleva spostare l'attenzione da Reggio, dal ministro che voleva in questo modo denunciare il fallimento della tolleranza usata nei loro confronti, dalla Lega che ha fatto le prove generali del proprio riciclaggio al sud, da chi non vedeva l'ora di censirli uno per uno per controllarli meglio e, possibilmente rispedirli a casa... Usati sempre.
Nel febbraio 2009 veniva pubblicato un libro di cui ho scritto qualche pagina: "Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l'Italia". È tutto vero e attualissimo quello che è scritto.
Ma forse ci siamo persi un’occasione. La vita ci dia il tempo e il modo di riparare.

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Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
Zygmund Bauman
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