ENTI LOCALI

Pratiche solidali

Sulla questione dei prigionieri politici in Birmania, alcuni enti locali promuovono azioni di solidarietà e difesa dei diritti umani.
Carlo Chirico (Presidente dell’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania)

In Myanmar, ex-Birmania, ci sono attualmente oltre 2100 prigionieri per soli motivi politici, tra i quali la più nota è la signora Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace, che ha trascorso 14 degli ultimi 20 anni agli arresti. La stragrande maggioranza di questi prigionieri non sono però ai domiciliari come Aung San, bensì detenuti in quelle che potremmo definire tra le peggiori carceri al mondo, dove è facile essere vittime di angherie e soprusi, spesso privi della possibilità di pagarsi le spese legali per affrontare il processo, per non parlare della mancanza di cure mediche adeguate e della possibilità di essere visitati con regolarità dai familiari, che a volte non sanno neppure dove viene detenuto il prigioniero. La brutalità del regime militare è appena scalfita dalle deboli pressioni internazionali.

Cittadini onorari
Dal 2008 l’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania, insieme alla UPF/Universal Peace Federation e ad altre organizzazioni, promuove la concessione della cittadinanza onoraria da parte dei Comuni italiani a prigionieri politici birmani per una serie di motivi, che vanno dal tenere alta l’attenzione delle amministrazioni locali e degli stessi cittadini sulla causa dei diritti umani in Birmania, al far sentire alla popolazione oppressa di quel Paese la solidarietà di una nazione europea e a ottenere per il detenuto, se non la liberazione, almeno un trattamento migliore in carcere.
In Lombardia, in particolare, sono circa una decina i Comuni che attualmente hanno conferito la cittadinanza onoraria mentre altri si preparano a deliberare in merito, spesso con una seduta ad hoc del Consiglio comunale, naturalmente aperta ai cittadini che, anzi, sono invitati espressamente a partecipare. Sono queste occasioni preziose di condivisione tra amministratori e cittadinanza di eventi altamente significativi per la vita di una comunità, con una notevole valenza sociale e che sicuramente verranno ricordati da tutti i presenti, anche per la particolare atmosfera che si crea, con i consiglieri di maggioranza e opposizione che, per una volta tanto, sono uniti dallo stesso obiettivo!
Agrate Brianza, Brugherio, Monza, Sesto San Giovanni, Villasanta, citati in ordine alfabetico sono alcuni dei comuni che hanno già un prigioniero birmano tra i loro concittadini. Il comune di Treviglio, in provincia di Bergamo, è l’ultimo in ordine di tempo ad aver concesso una cittadinanza onoraria, che è stata conferita a Htay Kywe, uno dei leader della protesta studentesca. Molto significativa la cerimonia di consegna della relativa pergamena, data dal Sindaco Ariella Borghi al sottoscritto, in qualità di presidente dell’Associazione Italia Birmania, in occasione dell’inaugurazione del “parco della pace” alla presenza di centinaia di bambini delle scuole elementari e di molti loro genitori.
Tra l’altro questa cerimonia pubblica si è tenuta il 2 ottobre, in occasione della partenza dall’Australia della “marcia mondiale per la pace” , mentre proprio nello stesso giorno, in Birmania il tribunale di Yangoon confermava ad Aung San Suu Kyi la condanna di primo grado a ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari, impedendole così di fatto di partecipare alle elezioni politiche in programma nel 2010.

Htay Kywe
Per quanto riguarda Htay Kywe, egli era un leader importante della protesta studentesca nazionale a favore della democrazia in Birmania, frequentava il secondo anno di geologia all’università di Rangoon quando venne arrestato per la prima volta nel marzo del 1988, ed era il vice-presidente dell’Unione studenti All Burna. Si era sempre distinto come leader molto attivo partecipando a tutti i movimenti pro-democrazia, fino al momento del suo arresto. Rilasciato a luglio, fu nuovamente arrestato nel giugno del 1991 e, dopo essere stato accusato di coinvolgimento nel movimento rivoluzionario, fu condannato a 15 anni di prigione.
Htay Kywe rimase nella prigione di Insein dal 1991 al 1994 e nel 1995 fu trasferito nella prigione di Thayarwaddy, molto lontano da Rangoon. Allo scadere della pena, le autorità appellandosi alla sezione della legge 10/A per la protezione dello stato, decidono di prolungare il suo periodo di detenzione; Htay Kywe rimase quindi in prigione, dove si ammala gravemente, soffrendo dolori allo stomaco e nel febbraio 2004 viene ricoverato e operato in emergenza all’ospedale di Thayarwaddy, l’operazione si prolunga anche se l’anestesia non copriva l’intero intervento e non vi fu possibilità di rimedio, tanto che Htay Kywe soffrì dolori atroci fino allo svenimento. L’ operazione si chiuse con la preoccupazione dei medici di una probabile complicazione delle condizioni del paziente, mentre i familiari furono informati dell’intervento solo dopo la fine dell’operazione chirurgica. Attualmente è ancora detenuto dal regime militare birmano.
La pergamena attestante la concessione della cittadinanza onoraria a questo eroico cittadino birmano è stata recapitata all’Euro-Burma Office di Bruxelles, organismo politico creato dalla Comunità Europea, che provvederà a farla recapitare ai suoi familiari, mentre nello stesso tempo verranno compiuti tutti i passi per informare Htay kywe e verrà chiesto alle autorità militari, sia direttamente che attraverso i canali diplomatici, la liberazione dello stesso, in quanto anche cittadino italiano. Certo non ci si aspetta la sua immediata liberazione, ma si spera che possa ricevere almeno cure mediche adeguate, così come è avvenuto in altri casi simili.

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