Avviso di pericolo

8 febbraio 2010 - Luciano Di Natale

LETTERA APERTA
Ai cittadini di Catania
Alle Autorità di Catania

ILLEGALITA’, SILENZIO, OMERTA’, CATANIA:
Queste sono le parole che mi vengono in mente oggi a quattro anni dall’evento delittuoso che ha interrotto la vita di mia figlia e devastato quella della mia famiglia.
Mia figlia Sara , studentessa di Scienze politiche a Catania,
il 7 FEBBRAIO del 2006
ingerisce una polpetta contenente solfiti a cui era allergica ed entra in coma in seguito a uno shock anafilattico. La carne è stata acquistata in una macelleria di una via del mercato all’aperto vicino alla via Etnea.
I solfiti nelle carni, non bloccando il processo di putrefazione, ma mantenendo il colore rosso, favoriscono l’inganno dei consumatori, procurando ai rivenditori di carne profitti più cospicui (come lo stesso macellaio, già condannato in primo grado, ha confermato al giudice).

Attualmente mia figlia è in stato vegetativo permanente e si trova a casa assistita da me e da mia moglie (1).

ILLEGALITA’
Macellai senza scrupoli tengono in vita la carne con nitrati e solfiti (assolutamente proibiti dalla legge): i primi abbattono la flora batterica, i secondi mantengono il colore. Così carne tritata, hamburger e salsicce, bombe sul nostro sistema gastrointestinale e circolatorio, possono resistere per giorni, senza dare nell'occhio, sul banco della vendita.
Immaginiamo con il caldo, in un mercato all’aperto, per mascherare la putrefazione del macinato di carne con tutta la sua superficie esposta all’aria, quanti solfiti devono aggiungere le mani di macellai senza scrupoli (2).
I solfiti nelle carni non sono dannosi soltanto alle persone ma anche agli animali.
È significativa la vicenda di un’intossicazione alimentare da solfiti in un canile privato della provincia di Palermo.”Tre soggetti, su un totale di 27, sono deceduti dopo aver espresso un corredo sintomatologico di tipo gastroenterico e nervoso. Dall’esame chimico del trito di macelleria, somministrato come unica razione alimentare agli animali, è emersa una concentrazione di ione solfito pari a 2308 mg/Kg……” (Dalla rivista “Il progresso veterinario FNOVI di Torino”).
Mia figlia è stata trattata dal macellaio disonesto di Catania “peggio” di come sono stati trattati i cani di Palermo: la concentrazione era pari a 10700 mg/Kg; una quantità micidiale perché la reazione allergica scatta per concentrazioni pari a 10 mg/kg (1070 volte il valore critico!!).

SILENZIO e OMERTA’
Io, in questi anni ho fatto il mio dovere di cittadino esortando, tramite una lettera aperta ai cittadini e alle autorità, il prefetto e il sindaco di Catania a predisporre più controlli per la tutela della salute della gente e ho avvisato moltissimi studenti e lavoratori siciliani dei pericoli che corrono per la salute in una città dove, in molti ambienti, la legalità viene considerata un optional. Il messaggio è stato recepito? La mia lotta di civiltà è stata utile per la città di Catania?
Paradossalmente, chi ha fatto notare al grande pubblico che la salute è a rischio è stato, nel settembre del 2009, un turista tedesco che ha denunciato il degrado di un mercato all’aperto di Catania.Un mercato che non si trova in un luogo isolato di Catania ma vicino al Municipio della città. Impossibile non accorgersene(3).
Ancora mi chiedo:
- Le multe ai commercianti non sono arrivate per non fare prendere alle singole USL o ad altri organi di controllo della salute pubblica, provvedimenti di chiusura dei mercati storici all’aperto, che tanta importanza hanno per il folclore di Catania?
- Per non creare allarmismi che potrebbero rompere equilibri sociali e sconvolgere abitudini consolidate di larghe fette della popolazione e perché migliaia e migliaia di voti delle famiglie dei commercianti dei suddetti mercati sono un boccone troppo appetitoso per lasciarselo scappare?
Tutto ciò a scapito della salute pubblica! Che squallore!

CATANIA
L’idea che mi sono fatta della città di Catania nel periodo in cui mia figlia è stata in rianimazione, dal 7 febbraio al 21 aprile del 2006, è quella di una città del Far West: traffico disordinato e impazzito, inquinamento acustico, prepotenza di molti automobilisti, impossibilità per i pedoni di usufruire dei marciapiedi perché occupati da auto o bancarelle, lavori fermi, bancarelle abusive tollerate dai vigili e dalle massime autorità politiche della città, casse comunali vuote, quartieri al buio. Un degrado da terzo mondo. Un decadimento profondo, una mancanza di regole etiche e un modo di vivere assuefatto e rassegnato, spesso contiguo al mondo dell’illegalità. Mi sono chiesto tante volte: come è possibile che le classi più autorevoli e le autorità preposte, in tutti questi anni non sono riusciti a evitare la decadenza della qualità della vita a Catania?
Mia figlia, inconsapevole nella sua innocenza , in questo ambiente, in questo contesto sociale di degrado, a Catania, ha interrotto per sempre la sua pimpante vitalità ed è condannata a una desolante immobilità.
E alcuni macellai di Catania continuano ancora, impunemente a mettere sostanze nocive nelle polpette e nelle salsicce ?
D’altra parte, se i profitti con l’immissione di solfiti aumentano e le multe non arrivano, perché rinunciare a qualche decina di euro in più? Questo è il ragionamento che sono indotti a fare i macellai disonesti perché, anche se delinquono, la fanno franca.
Ma anche in altri settori alimentari le sofisticazioni vanno di moda e non sono puniti dalla legge in modo severo e deciso; basta leggere le gazzette! Ad esempio nel corso dell’anno 2008 in Italia, nel dossier sulle sentenze penali passate in giudicato, a carico di ditte condannati per frodi e sofisticazioni alimentari, si contano 81 sentenze con multe che variano fra i 500 e i 3000 euro. 81! In tutta Italia..?!
Praticamente lo Stato è di manica larga con chi mette a rischio la salute dei cittadini: l’impunità è sostanzialmente garantita, si patteggia la pena, si usufruisce dell’indulto, i tempi dei processi sono lunghissimi, nessuno finisce in carcere e la clemenza automatica elargisce sconti anche a chi non risarcisce i danni.
Le cose devono cambiare: chi mette a repentaglio la salute deve essere trattato come uno spacciatore di droga, deve essere condannato senza sconti di pena! I loro nomi devono essere pubblicizzati ed è necessaria una presa di posizione dei produttori del settore o degli altri commercianti seri e onesti per isolare i criminali, a garanzia della loro affidabilità e della salute dei cittadini! Le associazioni di categoria dovrebbero isolare le pecore nere e metterle nella condizione di non fare più danni. Sarebbe un loro dovere e i consumatori apprezzerebbero e crescerebbe la fiducia nei loro confronti.
Catania resta una bella città con fasce di ottime persone e di intellettuali di primo ordine ma anche una città (pericolosa) dove si vive malissimo a causa della mancanza di valori morali ed etici.
Non si può continuare a stare zitti e girarsi dall’altra parte per non vedere.

Note
(1) In Sicilia, grazie alla cattiva politica, spesso collusa con il malaffare, mancano le strutture per l’accoglienza di persone in stato vegetativo.
(2) Dalla rivista “Il progresso veterinario FNOVI di Torino” :
“La legge esclude categoricamente la somministrazione di solfiti nelle carni fresche e nelle preparazioni di carne. Tuttavia, queste ultime, e in particolare le carni macinate, sono tuttora oggetto di frodi compiute attraverso l’aggiunta di solfiti allo scopo di migliorarne alcune caratteristiche organolettiche. È risaputo, infatti, che i solfiti aggiunti sono in grado di mantenere il colore rosso intenso delle carni fresche, inibendo il processo di ossidazione della mioglobina a metamioglobina, ovvero di ripristinarlo rapidamente nelle carni diventate scure in seguito all’esposizione all’aria.
La sintomatologia clinica da esposizione alimentare ai solfiti è quanto mai varia e correlata, in larga misura, alla dose assunta con gli alimenti. Le manifestazioni meno gravi comprendono rinite, eritemi cutanei, congiuntivite, nausea e sintomi da irritazione gastrointestinale, mentre nei casi più gravi si possono manifestare orticaria generalizzata, broncospasmo, edema della glottide, ipotensione e talora shock anafilattico che può insorgere a breve distanza dall’ingestione del pasto.”
(3) Un giornale locale, alla notizia che ispettori di Bruxelles erano a Catania per controllare se la salute dei cittadini era tutelata, così scriveva: ”Le autorità catanesi non hanno provato vergogna quando un’istituzione posizionata a migliaia di chilometri di distanza ha ricordato loro di applicare leggi e regole che altrove sono l’essenza del vivere civile? E, in generale, l’intera città di Catania non sente “almeno” il disagio di essere additata come comunità dove il vivere è un atto senza dignità e di puro disprezzo della legge? E’ necessario un rinascimento etico e morale dell’intera comunità catanese affinché l’indolenza e l’apatia facciano posto alla convivenza civile. Chiedetevi cari cittadini di Catania come mai vivete male nella vostra città. La ragione sta nell’affievolimento di quei valori morali ed etici che fungono da base al vivere quotidiano. Tale affievolimento ha attivato un processo di drammatica diffusione della cultura dell’illegalità“.

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