Milano, 1 febbraio 2010

Traffico di minori ad Haiti:

necessario ridurre la vulnerabilità dei minori al traffico. La scuola può essere un punto privilegiato per il ricongiungimento familiare.
1 marzo 2010 - Terre des Hommes

Terre des Hommes esprime ancora una volta grande preoccupazione per l’esposizione dei bambini haitiani ad abusi, violenza e traffico. “Con l’ennesimo episodio dei 33 bambini trasportati nella Repubblica Dominicana”, dichiara Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes, “si confermano le falle nella protezione istituzionale dei minori. É quindi importante che la comunità internazionale e le agenzie umanitarie supportino il governo e la società civile haitiana per ridurre al minimo la vulnerabilità dei bambini al traffico. Nell’immediato riteniamo indispensabile che riaprano al più presto scuole e asili, anche in strutture temporanee, che sono luoghi protetti e possono servire da punti privilegiati per il ricongiungimento familiare”.
“Occorre ribadire infatti che sono davvero pochi i minori rimasti completamente soli a causa del terremoto”, continua Salinari, “e che quindi possono avere i requisiti per essere adottati”. A volte, nella confusione generale delle prime ore dopo il terremoto, molti genitori hanno perso di vista i figli – o li hanno creduti morti, ma con il passare dei giorni riescono, attraverso la rete sociale di vicini e parenti, a ritrovare i bambini. Un esempio tra tanti: a Les Cayes, dove confluiscono centinaia di sfollati dalla capitale, Terre des Hommes ha accolto e curato Klossome, una donna di 28 anni che ha perso un piede a causa del crollo della casa. I vicini l’avevano fatta portare a Les Cayes perché sapevano che lì aveva la madre, che l’avrebbe seguita perché lei aveva una brutta ferita ed era in stato confusionale. Era convinta che i suoi 2 figli fossero morti, ma qualche giorno dopo i vicini sono riusciti a trovare anche loro e mandarli a riabbracciare la madre.
Oltre alla vigilanza delle istituzioni nazionali e internazionali occorre che al più presto riaprano scuole e asili, anche in strutture temporanee all’interno delle tendopoli, in modo da avere dei luoghi protetti in grado da accogliere il maggior numero possibile di minori e far riprendere loro le abitudini quotidiane.
“Da parte nostra – continua Salinari – stiamo pianificando degli interventi a lungo termine per assicurare ai bambini di Haiti istruzione, assistenza sanitaria e un posto sicuro in cui vivere anche dopo la prima emergenza. Per questo, Terre des Hommes si sta attivando già da adesso per rafforzare il programma di sostegno a distanza dei bambini più bisognosi. Questa forma di solidarietà infatti rispetta il principio di sussidiarietà nell’interesse superiore del minore e aiuta concretamente le loro famiglie, mettendo in moto un circolo virtuoso che porta a un grado maggiore di sviluppo”.
Terre des Hommes ritiene inoltre che sia importante conservare il rigore che ha connotato finora il nostro Paese nelle pratiche di adozione internazionale, soprattutto in Paesi in emergenza come è il caso di Haiti.

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