Bossi-Fini. Come un tatuaggio?

30 aprile 2010 - Renato Sacco

Sono in aumento. Ne vediamo di tutti i colori e dimensioni. Piccoli simboli o parti intere del corpo completamente ricoperte. Chi di noi, parlando soprattutto con giovani e giovanissimi, non ha avuto occasione di ragionare sull’opportunità o meno di farsi un... tatuaggio?
Io, di mio, sono un po’ perplesso sui tatuaggi, ma è una mia idea, un’opinione. Qualche volta cerco di dire che un tatuaggio è un po’... impegnativo. Ce l’hai per sempre, anche quando poi cambi e non ti riconosci più in quell’emozione che aveva portato a quell’incisione sulla tua pelle. C’è chi scrive il nome della donna amata... poi magari le strade si dividono, e quel nome sul braccio resta... per sempre.
‘Ah, ‘sti giovani!’ verrebbe da dire. Ci pensavo in questi giorni, guardando le polemiche politiche: il PDL, Fini, Bossi, il Federalismo, le elezioni, ecc.
E soprattutto le tensioni tra il Presidente della Camera e la Lega. Fini e Bossi. Ma guarda un po’, altro che giovani. Qui siamo davanti a due ‘adulti della politica italiana’, non a due adolescenti, ma a due persone che hanno un potere enorme. Stanno un po’ prendendo le distanze l’uno dall’altro. Eppure... ormai i loro nomi sono uniti per sempre, accomunati da un’unica legge, appunto la Bossi-Fini! Per una riflessione più seria rimando all’editoriale di Mosaico di pace del mese di maggio, firmato da Alex Zanotelli, sul razzismo e l’immigrazione. Voglio solo sottolineare che, quella legge che unisce come un tatuaggio indelebile Bossi-Fini, è “disumana, oppressiva, lesiva degli inalienabili diritti dell'uomo. E soprattutto inutile”. Lo avevo già scritto nel 2004 provocando le ire di qualche esponente della Lega della mia zona che si è preso la briga di scrivere al Vescovo di Novara (e ai giornali...) per accusare i preti che fanno politica. Era un politico che doveva far carriera e non si risparmiava nessun attacco, anche ai preti che criticavano la legge Bossi-Fini. Ora quel politico ha cambiato atteggiamento, non critica più i preti, non li attacca più sui giornali, non risponde più neanche alle lettere pubbliche. Deve far vedere che è dalla parte dei valori cristiani, forse anche perchè è diventato Presidente della Regione Piemonte.
E così, non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi, tra Fini e Bossi. Se arriverà il federalismo fiscale, se cambieranno le alleanze di Governo, se ci saranno riforme strutturali. Non mi sembra che il PDL abbia intenzione di modificare la Bossi-Fini. E men che meno la Lega. Anzi! È vero, Fini ha detto che alcune cose, oggi, non le metterebbe più nella... sua legge. Purtroppo però, anche oggi, chi paga il conto sono sempre gli ultimi, chi viene considerato manodopera e non persona umana. Forse anche le discussioni politiche di questi giorni andrebbero viste e vissute dalla parte dei più poveri, dei più deboli, di chi è straniero e ritira il conto di una politica litigiosa e poco attenta alle persone.
Viene in mente quel proverbio africano: “Quando due elefanti litigano, chi ci rimette è l’erba sotto i loro piedi”.

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