USA

Il cuore di una riforma

Prima dell’appovazione della riforma statunitense sulla sanità, un gruppo di suore, in rappresentanza di cinquantanovemila religiose, ha inviato una lettera al Congresso per sostenere il disegno di legge. Mentre i vescovi americani esprimevano parere contrario.
Le ragioni delle suore.
Joanne Schuster, SFP, PhD (Suora Francescana, Consigliere della Congregazione per gli Stati Uniti)

Karl Rahner ha scritto: “Hai mai fatto qualcosa semplicemente per principio, perché era la cosa giusta da fare, sapendo che non l’avresti potuto spiegare a nessuno, senza che ci potesse essere anche solo un buon sentimento legato al tuo agire?” E poi ha aggiunto: “Se ti è successo, allora hai fatto esperienza di Dio, forse senza saperlo”.

Gesù sarebbe d’accordo, considerando che Egli fa di ciò il principio fondamentale della religione e il criterio primario per la salvezza. Lo vediamo in modo esplicito nel famoso testo dei Vangeli dove Gesù ci dice che qualunque cosa facciamo ai poveri sulla terra, la facciamo a lui. Dare qualcosa a un povero è dare qualcosa a Dio, e trascurare un povero è trascurare Dio. Il ministero cattolico dell’assistenza sanitaria è radicato in questo comando: “…Il mandato biblico di prendersi cura dei poveri ci richiede di esprimerlo in azioni concrete a tutti i livelli… [e] ci spinge a lavorare per far sì che il sistema sanitario del nostro Paese fornisca assistenza adeguata ai poveri ….” (Ethical and Religious Directives for Catholic Health Care Services ). E con tutti i suoi difetti e problemi, questo è anche ciò che promuove e, in certa misura, rende possibile, l’Atto per l’assistenza sostenibile e la cura dei pazienti del 2010 (Patient Protection and Affordable Care Act of 2010).

In effetti, di tutte le disposizioni legislative, la mia preferita è: “A partire da 6 mesi dopo il decreto finale, le compagnie assicurative non possono negare la copertura a bambini con condizioni mediche preesistenti”. Sarebbe bello se tutte le disposizioni fossero così chiare e concise! 

Il perché della riforma

Il cuore della massiccia legge è l’estensione della copertura di assistenza sanitaria a 32 milioni di americani che ora non ce l’hanno; un obiettivo da raggiungere attraverso un complesso insieme di nuovi mandati per individui e impiegati, sussidi per chi non si può permettere di comprare la copertura, regole “consumer-friendly” richieste da parte degli assicuratori, riduzioni fiscali, e “scambi” per l’acquisto di piani assistenziali.

I cambiamenti di più ampia portata della legge non cominceranno prima del 2014, compreso il requisito che la maggior parte degli americani sia in possesso di un’assicurazione sanitaria – acquisita attraverso il datore di lavoro, mediante un programma governativo o a seguito di acquisto personale – oppure paghi una multa. Perché questo diventi realtà, alle famiglie di classe media verranno forniti dei crediti fiscali come aiuto per pagare i premi assicurativi, incentivo esteso in modo da coprire più persone con reddito basso.

Questa legge impedirà alle compagnie assicurative di mettere limiti a vita sulle polizze, rifiutando la copertura per condizioni preesistenti o cancellando una polizza quando qualcuno si ammala. Gli assicuratori dovranno anche permettere ai genitori di tenere i figli sui propri piani assicurativi fino all’età di 26 anni. Per le persone anziane, il piano chiuderà gradualmente il gap sulla copertura per le prescrizioni e migliorerà le cure preventive. Ma taglierà anche i finanziamenti per i piani assicurativi privati.

I cambiamenti verranno finanziati attraverso tagli negli aumenti progettati sui pagamenti governativi a ospedali, compagnie assicurative e altri programmi, un aumento nelle imposte sul salario per alcuni, tasse per compagnie assicurative, produttori di farmaci e di attrezzature mediche, una nuova tassa sulle licenze per piani assicurativi di alto valore e una tassa sui centri abbronzatura.

In materia di aborto…

Si è scritto molto sulla “spaccatura” tra i vescovi cattolici e le congregazioni religiose in merito alla questione se questa legislazione userà denaro pubblico per finanziare l’aborto. La risposta breve è no: il divieto di usare il denaro dei contribuenti per gli aborti si trova nel disegno di legge stesso a pagina 2072: “Se un piano qualificato fornisce copertura [per l’aborto]… l’emittente del piano non utilizzerà alcun importo attribuibile a [meccanismi di finanziamenti governativi della riforma sanitaria] con la finalità di finanziare tali servizi”. Sembra piuttosto chiaro: nessun finanziamento governativo per l’aborto.

In ogni caso, i vescovi americani sono preoccupati che il denaro destinato ad andare direttamente nei Community Health Center possa includere cliniche che effettuano aborti. Comunque, nessuno dei 1250 centri federali qualificati, che riceverebbero denaro attraverso la riforma, ha mai offerto servizi di aborto. Inoltre, è improbabile che un fornitore di servizi legati al controllo delle nascite possa qualificarsi come Community Health Center, in quanto quest’ultimo deve per legge fornire assistenza completa a uomini, donne e bambini.

Negli Stati Uniti, tutti i finanziamenti federali per l’assistenza sanitaria sono soggetti alle restrizioni dell’emendamento conosciuto come Hyde Amendment, che proibisce l’utilizzo di denaro dei contribuenti per l’aborto tranne in caso di stupro, incesto o pericolo per la vita della madre. Inoltre, il presidente Obama ha emesso un ordine esecutivo, dopo il passaggio della riforma, che riafferma che queste restrizioni si applicano a tutte le disposizioni del Patient Protection and Affordable Care Act

Inoltre, il progetto legislativo del Senato stanzierà 250 milioni di dollari, nel corso di 10 anni, per creare un fondo federale di assistenza alla gravidanza, che fornirà aiuto ad adolescenti e studenti universitari in gravidanza o con figli, così come a vittime in gravidanza di violenza domestica; un’altra disposizione aumenterebbe di 1,2 miliardi di dollari i finanziamenti federali per le adozioni nei prossimi due anni.

Aiutate i poveri

I profeti hanno affermato in modo inequivocabile che la qualità della nostra fede verrà giudicata in base alla qualità della giustizia nel Paese e che la qualità della giustizia verrà giudicata considerando la qualità della vita dei gruppi più vulnerabili nella società (vedove, orfani e stranieri). I profeti ebrei ci avevano già insegnato che servire i poveri è parte integrante e non negoziabile della religione. Ma Gesù aggiunge di più: Dio non solo ha una particolare predilezione per i poveri; Dio è tutt’uno con i poveri! “Ero malato e mi avete curato” (Mt 25:36).

Un discepolo di Cristo non fa calcoli o distinzioni sul fatto che Dio sia o meno dentro certi passaggi, non analizza parole e non si attacca a cavilli e sottigliezze che potrebbero – oggi o un giorno nel futuro – essere cambiati o resi non validi. Un discepolo di Cristo è al servizio di chiunque abbia bisogno, indipendentemente da queste considerazioni. Quarantaquattromila vite verranno salvate ogni anno – decine di milioni in più verranno aiutate ogni anno. Questa legislazione non va abbastanza lontano, ma è un passo enorme nella giusta direzione. Non è perfetta, ma supportarla è stata la cosa giusta da fare! 

 

Traduzione a cura di Cecilia Mari

 

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