Verità per Ilaria Alpi

10 maggio 2010 - Tonio Dell'Olio

Non si deve permettere che la polvere della criminalità organizzata venga nascosta sotto il tappeto della dimenticanza colpevole. La ricerca della verità è un debito che abbiamo contratto con le vittime e con le future generazioni. Sono passati sedici anni da quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin furono barbaramente trucidati in Somalia.
“Si sa che si è trattato di un’esecuzione, di un omicidio su commissione, posto in essere per impedire che le notizie raccolte in ordine ai traffici di armi e di rifiuti tossici venissero portate a conoscenza dell’opinione pubblica”, come ha scritto, lo scorso 17 marzo, il Gip Emanuele Cersosimo del Tribunale di Roma nel respingere la richiesta di archiviazione.
Oggi il Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi lancia un appello per riaprire il caso, raccontare finalmente la verità e perseguire i colpevoli. Per firmare l’appello: www.ilariaalpi.it. In pochi giorni sono state raccolte più di duemila firme che rappresentano una sensibilità diffusa tra la gente di conoscere le verità che puntualmente vedono la commistione di apparati delle istituzioni insieme a esponenti senza scrupoli di cosche mafiose internazionali. I genitori della Alpi hanno annunziato che, qualora come auspicabile, si riaprisse il processo, si costituirebbero parte civile. Lo dobbiamo anche a loro.

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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