Vittime del terrore in Iran

12 maggio 2010 - Tonio Dell’Olio

Un Mosaico triste quello di oggi che chiede di mettere a mezz’asta le bandiere dei diritti umani. Cinque persone accusate di aver commesso attentati e atti di terrorismo, sono state impiccate due giorni fa nella prigione Evine di Teheran. Secondo l'agenzia Irna i cinque, tra cui una donna, erano accusati ''di legami con gruppi antirivoluzionari''. Per il resto non vengono forniti altri dettagli né sulla consistenza delle accuse rivolte ai condannati, né sullo svolgimento del processo. Secondo Amnesty International, i cinque sono stati condannati a morte senza aver avuto un regolare processo e dopo aver confessato sotto tortura.
La pena di morte contro i dissidenti è sempre la risposta di uno Stato debole e impaurito. Negli occhi di chi governa l’Iran oggi c’è l’ombra del terrore di vedersi condannare a sua volta davanti alla storia. Farzad Kamangar, Ali Heydarian, Farhadi Vakili, Shirin Alam Holi, Mehdia Eslamianono. È importante ricordare con nome e cognome le persone cui è stata tolta la vita e quanto vorremmo abbracciare le mamme e le mogli e i figli per consolarli almeno un poco di un abbraccio mancato! Non ci importa nemmeno sapere se fossero colpevoli o innocenti delle accuse rivolte loro. Marceranno per la pace insieme a noi domenica prossima da Perugia ad Assisi.

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