Haiti, il terremoto continua

23 luglio 2010 - Tonio Dell'Olio

Padre Regino Martínez Bretón è un gesuita di Haiti. Un uomo impegnato da sempre per questo Paese che da anni occupa le ultime posizioni tra le nazioni più povere della terra. Padre Regino non conosce il linguaggio della diplomazia. Lui lavora con 'Solidaridad Fronteriza' del servizio rifugiati e migranti. Non ha il tempo di mettere merletti alle parole. Per questo denuncia che: "L'umanità è venuta a vedere la situazione di Haiti a partire dal 12 Gennaio, ma la crisi haitiana non dura da sei mesi, né da due anni... bensì da secoli". Lamenta che la ricostruzione e la costruzione non siano nemmeno cominciati e che il presidente haitiano dichiari di aver ricevuto e amministrato finora due miliardi di dollari a fronte del milione e 200mila abitanti colpiti dal sisma. Per questo, Martinez Bretón, dopo aver fatto comprendere le ragioni storiche della fame di Haiti, chiede a viva voce che, insieme alla costruzione, riprenda l’attività agricola. Che finalmente ci sia un progetto complessivo per rialzare questa povertà in ginocchio. La comunità internazionale non può permettersi di agire esclusivamente sull’onda emotiva e, pochi mesi dopo, dimenticare una tragedia che continua.

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