CAMPAGNE

Il coraggio di invertire rotta

A che punto è l’investimento italiano sui cacciabombardieri F35?
Il progetto cresce e la nostra attenzione deve restare alta.
Renato Sacco

“A che punto sono gli F35?”. È la domanda di molti sul progetto folle e costosissimo dei nuovi aerei da guerra, cacciabombardieri, predisposti anche per il trasporto di bombe nucleari, il cui costo si aggira attorno ai 14 miliardi di euro. Come è noto il luogo dell’assemblaggio di questi aerei è Cameri, vicino a Novara. Il 7 giugno scorso un giornale locale, Tribuna Novarese, così scriveva: “Il passo decisivo è stato compiuto: è, infatti, stato assegnato da Finmeccanica, l’appalto per la realizzazione delle strutture che, all’aeroporto di Cameri, saranno utilizzate per la costruzione dei famosi F-35, i cacciabombardieri che tante polemiche hanno suscitato negli ultimi anni. Infatti, forse con un po’ di anticipo sui tempi previsti, la gara ha visto il suo vincitore: si tratta della “Maltauro” che ha sede a Vicenza... Per il nostro territorio si tratta di un appalto particolarmente significativo, a memoria il più grande di sempre: 150 milioni di euro... Dopo anni di chiacchiericcio inconcludente e di assurdi veti politici è il momento della svolta”. 

Questo il tono con cui anche gli altri mezzi d’informazione hanno dato la notizia. Come si può notare, il clima generale sul territorio novarese è abbastanza favorevole al progetto F35. I mezzi d’informazione, quasi tutti i partiti, gli industriali, gli amministratori, i sindacati, pur con qualche distinguo, sono globalmente favorevoli a questo progetto. Poche, ma significative le voci di dissenso. Ci sono tavoli di lavoro ‘No F35’, vengono fatti incontri e manifestazioni. Ma il clima che si respira è globalmente favorevole “Gli F35 sono una grande opportunità economica!”. 

Interessante, però, leggere quanto scrive Francesco Vignarca sul sito www.altreconomia.it: “Il caccia perde i pezzi ma non i soldi. Come se non bastassero i conti cresciuti a dismisura rispetto alle previsioni, arrivati a circa 155 milioni di dollari ad aereo, il gigante dell’industria militare Lockheed Martin ha dovuto ammettere che il programma per il cacciabombardiere F35 Joint Strike Fighter sta subendo rallentamenti anche per grossi problemi tecnici ed industriali... ‘alcune parti della versione più complessa dell’F35 si rompono più spesso del previsto’”. Sul territorio novarese continua però la costante riflessione e presa di posizione della Commissione Diocesana Giustizia e Pace, che in una nota del 7 luglio scorso (www.novaramissio.it) scrive: “Gioverà ricordare che su questo tema la Commissione si è pronunciata chiaramente e in più occasioni (sempre con il consenso di mons. Renato Corti) contro un progetto che nella sua ambiguità ha ben poco di evangelico e meno che meno rispecchia le indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa”.

E domenica 12 settembre pomeriggio, in occasione del 50° delle frecce tricolori c’è stata una lunga diretta su RAI 1, con immagini mozzafiato sulla bellezza degli aerei, con interviste a militari impegnati in ‘missioni di pace’, con addirittura l’intervista al presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini: uno spot pubblicitario importante per un’azienda che ha avuto un utile nel 2009 di oltre 700 milioni di euro! E, ovviamente, le immagini finali erano sul volto di un bambino che gioioso, sereno e innocente giocava con un modellino di aereo. Commozione e lacrime. L’orizzonte della pace è tutt’altro che sereno.

 

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