La notte dell'Ecuador

1 ottobre 2010 - Tonio Dell'Olio

Pare che tutto sia finito bene! Nella notte appena trascorsa siamo stati costantentemente in contatto con i nostri amici dell'Ecuador. Nel caos che si era creato attorno alla rivolta della polizia e a fronte delle notizie che ci venivano fornite, temevamo per la loro sorte. Nella costruzione della rete latinoamericana di organizzazioni contro la criminalità, in Ecuador abbiamo incontrato tanti segni di speranza e vogliamo testimoniarlo. Pur tra mille fatiche e contraddizioni, quel Paese, famoso in tutto il mondo per la facilità e la frequenza con cui si cambiavano coalizioni e governi, ha avviato da qualche anno un programma di riforme che fanno sperare in un radicamento della democrazia. Non è una minaccia e nemmeno un avvertimento: chiunque pensi che un colpo di stato possa ripristinare antichi privilegi e tornare a garantire corrotti e corruttori in Ecuador, deve fare i conti con la ragnatela fitta della solidarietà internazionale che nel frattempo tante organizzazioni della società civile e responsabile hanno tessuto con altrettante organizzazioni ecuadoriane. Di fronte ai rischi per la democrazia, le organizzazioni sociali dell'Ecuador non saranno né sole, né isolate.

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"La pace come cammino di speranza:
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