CHIAVE D’ACCESSO

L’Italia delle utopie concrete

Pacifisti con il navigatore satellitare. E l’altra Italia sul navigatore satellitare.
Alessandro Marescotti

A beneficio dei lettori non scenderò sul tecnico, ma ho una proposta: portare sul navigatore satellitare la mappa dell’altra Italia

L’Italia pacifista e solidale. L’Italia che progetta e si organizza. Che pratica la cittadinanza attiva per la tutela dell’ambiente. Che produce cibi biologici. Che fa commercio equo e solidale. Che si prende cura dei più deboli e accoglie gli immigrati. Che costruisce ponti di solidarietà con il Sud del mondo e invia aiuti. Che sogna di costruire un futuro diverso. Sì, proprio così: mappare l’Italia delle utopie concrete. È spesso un’Italia nascosta nei boschi, in cascine, masserie e trulli. Trovi campi arati da poco, stalle dove prendere il latte fresco e buono. Cantine dove il vino ha il profumo fruttato, casolari dove l’olio è genuino e il miele è puro. Ma dove sono questi posti? 

Immaginate il vostro navigatore satellitare che incomincia a guidarvi verso questa Italia della buona volontà e dell’accoglienza. Della buona tavola e della tranquillità.

Ecco come si fa. Si collega il navigatore satellitare al computer e si danno le coordinate satellitari di questi luoghi. C’è un apposito software che consente di creare “mappe” contenenti reti di punti di interesse. Si può fare una mappa a più strati, ogni rete di punti di interesse uno strato. Ad esempio la rete delle case della pace. Poi la rete delle botteghe del commercio equo e solidale. Poi la rete delle cooperative che sorgono sulle terre sottratte alla mafia e che producono olio, vino e spaghetti antimafia per Libera. 

Una volta creata la mappa delle mappe (un’ipermappa!), i file delle mappe vanno inseriti sul web e si possono scaricare sul proprio navigatore satellitare.

Così, quando il navigatore ci guiderà verso i punti di interesse che sceglieremo. Una volta adocchiato il punto di interesse, possiamo “toccare” il navigatore satellitare, vedere sullo schermo le informazioni supplementari che ci offre e andare o meno a visitarlo. 

Queste mappe dei punti di interesse possono entrare nei circuiti interni di segnalazione, ad esempio del Tom Tom. In tal modo si scaricano non partendo da un sito web, ma dalla comunità di utenti centrata su quel navigatore satellitare.

Infine, c’è una possibilità ulteriore: trasportare i file del Tom Tom sulle Google Maps. Infatti, la diversità dei formati delle mappe rischia di creare divisioni e incompatibilità. Ma si possono far migrare i nostri punti di interesse del navigatore sulla piattaforma delle Google Maps, ossia sulle mappe satellitari di Google. In tal modo il mondo dei navigatori, quello dei palmari, quello dei cellulari smartphone, degli iPad, dei notebook, e dei computer arrivano a condividere i dati delle mappe in modo armonico, creando un unico bacino di informazioni georeferenziate. Su questa pagina web www.turismo.veneto.it/avm/article49.html è spiegato tecnicamente come creare mappe di punti di interesse.

I punti di interesse del navigatore Tom Tom sono qui www.tomtom.com/plus/service.php?ID=2&l=7.

Ma se sui motori di ricerca si inserisce la voce “Garmin” (o altra marca di navigatori), si trovano pagine web con informazioni tecniche interessanti per creare mappe. Per tutti i modelli di navigatori (o quasi).

Siamo solo agli inizi di una rivoluzione che cambierà le nostre abitudini. Se un tempo creammo le reti telematiche collegate a cavi e postazioni fisse, oggi tutto sta migrando verso dispositivi portatili senza cavi, interfacciati con i sistemi satellitari. Tutto oggi è in movimento. Facciamo in modo che questi dispositivi contengano buone informazioni, buone mappe e buone rotte. Se non lo facciamo noi, chi lo farà?

 

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Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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