Traffico di bambini haitiani

2 novembre 2010 - Tonio Dell'Olio

Che tristezza. Vorrei riuscire ad aprire sempre finestre di bellezza e di speranza in queste poche righe, ma ci sono situazioni dolorosissime e drammatiche che si perdono nell'aria senza arrivare a noi. Di queste è bene dar conto anche quando trafiggono l’anima. Un'inchiesta del Miami Herald rivela che il traffico di bambini da Haiti verso la Repubblica Dominicana è aumentato, dopo il terremoto, passando dai 950 bambini stimati nel 2009 ai 7300 di quest’anno. Vengono "venduti" come collaboratori domestici, operai o impiegati nell'industria del sesso. E il prezzo, secondo i trafficanti che hanno parlato ai giornalisti, varia dai 125 dollari ai 200, se si compra alla frontiera, mentre "con 80 dollari in più –racconta un trafficante al quotidiano – consegno il bambini in qualsiasi città del paese". Il tutto nel silenzio delle istituzioni dei Paesi confinanti e delle istituzioni internazionali. Un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Bisogna fare qualcosa. Fermare questa emorragia di vita di un Paese in agonia. Come Libera proviamo a scrivere al Ministero degli Esteri italiano e all'Agenzia delle Nazioni Unite conto la criminalità (UNODC) per sollecitare una loro azione. Vi aggiornerò con le loro risposte. Ce le chiedono quelle voci innocenti.

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