CAMPAGNE

Non c’è pace con le mine

L’entusiasmo dei più piccoli per un mondo libero dalle mine.
L’impegno per il Trattato dei Giovani contro la Guerra.
Tibisay Ambrosini (Responsabile Programma Educazione allo Sviluppo e Coordinamento Relazioni Esterne - Campagna Italiana contro le mine)

Non pensate mai di essere troppo piccoli per poter fare qualcosa per rendere il mondo un posto migliore”: questa è la frase che gli operatori della Campagna Italiana contro le Mine ripetono ai giovani che hanno il piacere di incontrare nel corso degli incontri che realizzano nelle scuole di diverso ordine e grado. Da diversi anni, grazie al percorso di educazione allo sviluppo e alla cooperazione – “Non c’è pace con le mine” – i volontari della Campagna Mine entrano nelle scuole per parlare ai più giovani del problema delle mine, delle cluster e degli ordigni inesplosi in generale, affrontando anche temi come lo sviluppo, la cooperazione, l’educazione alla pace, la disabilità. Il tutto cercando di rendere gli studenti protagonisti non solo dei singoli incontri, ma anche delle iniziative di sensibilizzazione che da essi possono scaturire, stimolandoli a una cittadinanza attiva e consapevole.

Uno degli strumenti più coinvolgenti per i ragazzi è rappresentato dal Trattato dei Giovani contro la Guerra – Youth against war Treaty (YAW). Una raccolta di firme che ha come idea di base quella di accompagnare le attività di universalizzazione del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine svolta dagli adulti, ma che, a differenza delle petizioni ufficiali, raccoglie anche le firme dei più piccoli.

L’impegno dei bambini

L’ideatrice del Trattato, Song Kosal, era solo una bambina di sei anni quando l’esplosione di una mina, avvenuta in Cambogia, in una risaia dove si trovava a lavorare con la madre, le portò via la gamba destra. Ciò che le era accaduto avrebbe cambiato per sempre la sua vita esponendola a prove difficili anche per un adulto. Ma Kosal trovò la forza di reagire e in seguito all’incontro con la International Campaign to ban landmines (ICBL) decise che ciò che era accaduto a lei non sarebbe dovuto accadere a nessun altro bambino. Fu allora che lanciò l’idea dello Youth Against War Treaty (YAW). Uno strumento a disposizione dei giovani di tutte le nazionalità che vogliono contribuire alla costruzione di un mondo libero dalle mine. Fu lanciato per la prima volta nel 1998 con il motto “Non vogliamo più guerre, non vogliamo più mine, non vogliamo più vittime delle mine e ci impegniamo a promuovere la pace nel mondo”. 

I giovani, che raccolsero l’appello di Kosal, furono molti e nei primi tre anni vennero raccolte circa 250.000 firme in tutto il mondo. Da allora ogni anno viene scelto un Paese che non ha ancora aderito al Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona e i giovani si attivano per raccogliere firme tra i loro coetanei (si può firmare dai nove anni in poi). 

In questo modo lo YAW diventa uno strumento di sensibilizzazione “peer to peer” giovani che sensibilizzano altri giovani utilizzando linguaggi e modalità che appartengono al loro mondo. 

Inoltre, i ragazzi si fanno promotori della sensibilizzazione su questi temi anche all’interno delle loro famiglie e delle loro comunità. Per questo motivo in Italia si è deciso di accogliere in maniera valida per il Trattato dei Giovani contro la guerra non solo le firme dei ragazzi, ma tutte le firme raccolte dai giovani, siano esse di genitori, parenti, amici, o semplicemente persone che hanno assistito a uno dei vari eventi che i ragazzi organizzano per raccogliere firme nei quartieri delle loro città. Nel corso degli anni si sono succedute diverse iniziative di questo tipo, dove con il sostegno degli insegnanti e degli operatori della Campagna italiana contro le mine, i ragazzi sono stati protagonisti dall’ideazione, alla pianificazione e alla realizzazione di spettacoli aventi come tema principale le mine e i problemi che provocano, punti informativi presso mercati, scuole e parrocchie, partite di pallavolo e calcio organizzate con l’obiettivo di radunare persone a cui poi parlare del problema delle mine e raccogliere firme. 

Perché ai ragazzi è ben chiaro che non si tratta di una gara a chi raccoglie più firme, ma che la cosa veramente importante è che chi firma sappia bene di cosa si sta parlando. I ragazzi che si attivano per il Trattato dei giovani sanno che possono scontrarsi con risposte meno gentili di persone poco interessate, ma questo non li ha mai fermati, anzi una classe aiutata dalla propria insegnante decise di realizzare, con tutte le rispostacce collezionate, “Lo stupidario”, imparando a reagire alle risposte negative senza lasciarsi avvilire. Il Trattato dei Giovani diventa un’opportunità per imparare a lavorare in gruppo.

Le firme raccolte vengono consegnate in occasione della Giornata Internazionale per la Pace indetta dalle Nazioni Unite per il 21 settembre, alle rappresentanze diplomatiche in Roma.

A oggi sono state raccolte e consegnate firme a India e Pakistan (2004-2005) Nepal (2005-2006) Marocco (2006-2007) Libano (2007-2008) Georgia (2009-2010). 

In alcuni casi all’invio ha fatto seguito l’invito per un incontro con la delegazione della nostra associazione accompagnata da alcuni studenti.

La creatività e la fantasia dei ragazzi italiani è stata più volte elogiata da Song Kosal, che ha voluto indirizzare loro una lettera nel 2008 in cui li incoraggiava a proseguire nelle iniziative. Inoltre, in occasione della Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine e sostegno alla Mine Action indetta dalle Nazioni Unite, il 4 aprile 2009 Kosal è stato ospitata a Roma dalla Campagna Italiana contro le mine, e ha incontrato presso la sala della protomoteca del Campidoglio oltre 300 studenti delle scuole romane. L’applauso che le hanno dedicato i ragazzi è stato pari a quello che ci si può aspettare per un beniamino della tv, a dimostrazione del fatto che i nostri ragazzi sanno apprezzare anche gli esempi positivi su tematiche considerate difficili o distanti, in particolare quando l’esempio arriva da “una di loro”.

La Repubblica popolare cinese è il Paese a cui verranno dedicate le attività del Trattato dei Giovani contro la guerra per l’anno scolastico 2010-2011. Si è scelto di lavorare sulla Cina per poter affrontare con i ragazzi nelle scuole il tema dei Diritti Umani, inserendo in questa cornice il tema della Mine Action e del disarmo umanitario. Oltre che attraverso il percorso per le scuole è possibile ricevere informazioni relative al Trattato dei Giovani sul sito www.campagnamine.org dove si possono trovare delle schede descrittive sulla Cina e si ha la possibilità di lasciare la propria firma.

Per lo staff della Campagna Italiana contro le mine le attività dei ragazzi in questo settore sono una costante iniezione di entusiasmo, e un messaggio di pace e di rispetto dei diritti umani da seguire per tutti.

 

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