POTERE DEI SEGNI

Frammenti di luce

I sogni diventano segni. Don Tonino e i tasselli di un mosaico.
Colorato, ricco, controcorrente. A partire dal Sud.
Don Salvatore Leopizzi

Ho scritto t’amo sulla sabbia, si cantava un tempo con struggente malinconia. Il vento purtroppo avrebbe presto cancellato le tracce di quella dichiarazione d’amore.
Citando quella canzone, don Tonino ci indicava lo stile di Dio che, invece, scrive sempre ti amo sulla roccia. E sulla roccia di alcune imprese audaci, anche lui ha inciso il suo messaggio con l’inchiostro indelebile della sofferenza. Così i suoi sogni sono diventati segni, frecce direzionali, semi di futuro piantati nei solchi del presente.
La C.A.S.A. di Ruvo, ad esempio, come oasi per accogliere i giovani tossicodipendenti. Impegnò tempo ed energie, chiese prestiti, fece appello alla fantasia della carità di associazioni, parrocchie, amici. Forse suscitò preoccupazione e disappunto negli uffici amministrativi. Ma in poco tempo ebbe la gioia di dare vita a quell’esperienza di comunità innestata ancora oggi nel circolo virtuoso della chiesa e della società.
Così la nascita e lo sviluppo della cooperativa editrice la Meridiana che cominciò a diffondere dal Sud pagine altre lungo i sentieri della differenza. A quel germoglio si deve la ricca produzione di stimoli e provocazioni culturali che fecondano ormai da anni i nostri pensieri e i nostri impegni.
Quando poi in Pax Christi si doveva valutare l’opportunità di accettare il dono di un’antica villa sulle colline fiorentine molti si mostravano perplessi considerando la natura nomade dello stesso movimento, la cui spiritualità è da ricercare più nella tenda che nella fissa dimora. E, ricordo, fu proprio don Tonino a convincerci che anche per riparare le tende e per studiare le mappe si ha bisogno di un rifugio stabile e più resistente.
E infine Mosaico di pace, la nostra rivista mensile. Il giornale prese corpo grazie al suo attento e lungimirante entusiasmo, quasi per rivestire con ali di carta stampata i sogni diurni di quanti osano la pace per fede e scommettono, con un impegnativo progetto culturale, che un mondo altro è possibile, anzi urgente e necessario
Così per don Tonino la passione per la pace e l’opzione degli ultimi non si esauriscono nei gesti straordinari, ma si incarnano in progetti di lungo respiro elaborati e decisi anche dal suo “buon cervello” dì sapiente. Parole e gesti divenuti mattoni per costruire laboratori permanenti di speranza e di convivialità. Frammenti di luce da lui trasmessi in formato parabola e trasfigurati per noi in fermenti di calda eutopia.
Pagine inedite di cronaca bianca per fare argine al dilagante pessimismo della ragione e per moltiplicare l’intelligente ottimismo della volontà. Così, nei percorsi impervi del nostro tempo, la memoria di don Tonino impressa nelle sue opere ci trasmette la voglia di essere sempre più credibili e non soltanto dei rassegnati credenti. Spina nel fianco di ogni sistema di subdola o palese violenza, ma anche ala di riserva per chi è rimasto impigliato nella rete della miseria e della solitudine.
Continuando a impastare i colori dell’arcobaleno con la sabbia pulita del quotidiano lavoro aggiungeremo altre tessere al mosaico della pace che don Tonino ci ha affidato. Un mosaico di solidarietà. È con questa sinergia che crescono le cose buone. È con il piccolo sforzo di tanti che si possono portare avanti le idee, soprattutto quando vanno spesso controcorrente.

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