Solidarietà per una brava giornalista messicana

13 dicembre 2010 - Tonio Dell'Olio

Anabel Hernandez è una giornalista messicana. Un mestiere che in quel Paese ha una percentuale di morti più alta che tra gli sminatori. La Hernandez è una professionista seria. Non ha mai pubblicato una riga che non fosse rigorosamente documentata. Anche nel suo ultimo libro: Los señores del narco, quando racconta i collegamenti tra i cartelli e alcuni esponenti del governo, lo fa con scrupolo e serietà dopo cinque anni di inchieste. Non era difficile sospettare che ricevesse minacce di morte. Due giorni fa ha pubblicato una lettera aperta in cui denuncia di aver ricevuto informazioni confidenziali secondo le quali proprio dalla Segreteria Nazionale per la Sicurezza Pubblica è partito l’ordine di ucciderla fingendo a una rapina o un rapimento. Chiediamo a tutti di scrivere all’ambasciata messicana a Roma per chiedere protezione e sicurezza per questa nostra amica. Cinicamente devo dire che a volte funziona. A chi lo chiede (international@libera.it) invieremo una lettera-tipo da sottoscrivere e inoltrare. Ad Anabel che legge questi miei pizzini quotidiani posso solo dire che camminiamo in cordata e non ci rassegniamo.

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Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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