CHIAVE D’ACCESSO

Scaltri e intraprendenti

Abbattere le barriere del ‘segreto’ non è impossibile.
Alessandro Marescotti (a.marescotti@peacelink.it)

Mentre scrivo Julian Assange è in Inghilterra, semilibero, con il braccialetto elettronico al polso. Non so cosa sarà successo nel frattempo quando leggerete questa pagina. L’uomo che ha fatto diventare famoso il sito di Wikileaks è considerato “pericoloso” per aver svelato i segreti militari e diplomatici americani sul web. Migliaia di files a disposizione di tutti. L’accusa di stupro è stata costruita, poi è caduta, poi si è trasformata in un’accusa di rapporto sessuale “consenziente” ma, secondo le accuse, non protetto. È abbastanza chiaro che cercano di incastrare e distruggere Assange in tutti i modi. Ma un sistema per salvarlo c’è: diventare tutti degli Assange.
Il mondo è pieno di segreti e di raggiri ai danni dei cittadini. Ma abbattere le barriere del “segreto” o del “non noto” non è impossibile.
Vi racconto alcune storie realmente accadute. Ai veri nomi saranno sostituiti nomi di fantasia.
Esempio n.1. Adolfo si collega al sito del ministero dell’Ambiente dove da alcuni minuti vengono riversati tutti i files della richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale di una grande acciaieria. Probabilmente c’è qualche svista e sul sito finiscono anche files riservati riguardanti particolari che l’azienda non avrebbe mai voluti rivelare. Adolfo scarica tutto e li mette nella sua chiavetta.
Esempio n.2. Un funzionario del ministero della Difesa si sbaglia e comunica a un sindaco il piano di emergenza nucleare di una base navale. Invece di inviare il piano di protezione civile, invia al sindaco la documentazione militare top secret. Si viene così a sapere la lista dei porti a rischio nucleare che finisce su internet. Paola fa partire una ricerca e – con l’aiuto di Giulio, un avvocato pacifista – scopre che per legge è obbligatorio rendere noto il piano di emergenza in tutte queste città. Cosa mai fatta. Sul web viene condivisa la mappa dei siti a rischio e la normativa in base alla quale richiedere il piano di emergenza.
Esempio n.3. Giovanni decide di andare a visitare i siti web dei sommergibili americani. Scopre 160 passaggi di sottomarini nucleari nelle basi navali italiane.
Esempio n.4. Leopoldo va sul sito del Pentagono e scopre che è prevista la realizzazione di una base Nato, ad alta prontezza di intervento nella sua città. Le commissioni Difesa di Camera e Senato non lo sapevano. Partono le interrogazioni parlamentari.
Esempio n.5. Federico va sul database ambientale europeo Eper e scopre che nella sua città c’è diossina. Nessuno lo aveva mai detto. Prende l’informazione e la fa circolare sul web. Partono i controlli, per la prima volta.
Esempio n.6. Renato si procura dalle autorità diplomatiche serbe la mappa dei siti dove è stato lanciato uranio impoverito nella guerra del Kosovo. La mette sul web. Le famiglie dei militari italiani ora sanno se i figli sono in un posto pericoloso.
Esempio n.7. Gilberto è abbastanza insistente da ottenere il CD-ROM con la valutazione di impatto ambientale (VIA) del rigassificatore che vogliono installare nella sua città. Mette tutti i files della VIA sul web. Tutti possono ora controllare. Poi contatta Sergio che smanetta sul web e conosce l’inglese. Trovano documenti del governo Usa che dimostrano che quel rigassificatore è troppo vicino alla città. La città si ribella. La commissione per la valutazione di impatto ambientale boccia il rigassificatore.
Esempio n.8. Una multinazionale del petrolio manda al ministero dell’Ambiente una e-mail perché non vuole il controllo continuativo degli inquinanti volatili. L’e-mail viene mandata per conoscenza dal ministero a tutti gli enti locali. Che non la leggono. O fanno finta di non averla vista. Ma arriva anche nella casella elettronica di Mariella, che la legge e la rigira all’Arpa. La cosa finisce su internet. La multinazionale non voleva il monitoraggio continuo? E, invece, se lo becca. Ben le sta.
Dieci esempi di come nell’era di internet tutti possiamo condividere lo spirito libertario di Assange e trasformare il nostro sito in un mini-Wikileaks. “Un mondo libero non ha bisogno di eroi”, scrisse Bertolt Brecht.

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