Onore e disciplina

14 febbraio 2011 - Tonio Dell'Olio

Non perché sia peccato e forse nemmeno perché costituisce reato. Molto più semplicemente perché è scolpito nella Carta fondamentale che regola la vita della comunità nazionale. All’articolo 54 è scritto che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. Secondo il vocabolario italiano l’onore è la “buona reputazione, la rispettabilità di cui gode chi si comporta con onestà e rettitudine; senso della propria dignità che impone di comportarsi con onestà e coerenza morale” e la disciplina è il “complesso di regole di condotta finalizzato all'educazione spirituale o morale dei membri di una comunità o relativo a settori particolari della vita associata”. A me basta questo per comprendere le inadempienze di un presidente. Senza scomodare troppo i principi e i valori. Senza spiare troppo dal buco della serratura o intrufolarsi tra lenzuola o bordo piscina. Basta questo. E non mi sembra poco. Anzi è già decisamente troppo.

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