Honduras, il reality show e la dittatura

Appello a Rai2 e Magnolia in vista della nuova edizione dell'"Isola dei famosi"
4 febbraio 2011

L'Honduras è, per l'Italia, “il Paese dei balocchi”. Da lunedì 14 febbraio le isole dei Cayos Cochinos, al largo della costa del Paese centroamericano, tornano ad ospitare “l'Isola dei famosi”. Lo scorso anno il circo del reality show, prodotto da Magnolia e trasmesso da Rai2, si era dovuto spostare in Nicaragua per cause di forza maggiore: il colpo di Stato che il 28 giugno 2009 aveva deposto ed espulso il presidente costituzionalmente eletto Manuel Zelaya.
Tornare in Honduras, oggi, significa riconoscere che nel Paese c'è democrazia, e tranquillizzare al contempo i cittadini italiani, che potranno considerare nuovamente le spiagge e le isole di Honduras tra i 'paradisi tropicali' da raggiungere per godersi le meritate vacanze.
Magnolia, e Rai (un'azienda al 100 per cento pubblica) si rendono così complici di un regime. Il presidente della Repubblica, Porfirio “Pepe” Lobo, è stato eletto illegittimamente nel corso di un turno elettorale segnato dai brogli e a seguito della rottura dell’ordine costituzionale, e oggi sta continuando il lavoro avviato dalla giunta militare presieduta da Roberto Micheletti, annichilendo con la forza e con le armi l'opposizione interna, uccidendo ed incarcerando leader delle organizzazioni indigene, contadine e sindacali che subito dopo il Colpo di Stato hanno dato vita al Fronte nazionale di resistenza popolare.
Non sanno, i dirigenti di Rai e Magnolia, che l'Honduras non è ancora stato reintegrato nell'Organizzazione degli Stati americani e che numerosi Paesi continuano a ritenere totalmente illegittimo l’attuale governo; non sanno che l'ex presidente della Repubblica, Manuel Zelaya, non è ancora potuto rientrare nel Paese; non sanno che il Fronte nazionale di resistenza popolare ha raccolto oltre 1,3 milioni di firme (più della metà degli aventi diritto al voto, su una popolazione di meno di 8 milioni di persone) per chiedere la convocazione di un'Assemblea popolare costituente per riscrivere la Costituzione del Paese; non sanno che nel corso del 2010, in Honduras, sono stati assassinati 10 giornalisti; non sanno che, a pochi chilometri dalle isole dei Cayos Cochinos, nella regione del Bajo Aguan, si è realizzata nelle ultime settimane una vasta operazione di repressione nei confronti dei movimenti contadini, ad opera di militari e paramilitari al soldo dell’oligarchia locale, che hanno lasciato sul terreno numerosi cadaveri e almeno 5mila persone senza casa.

Sono numerose le testimonianze dei fatti sopracitati, raccolte da parte di organizzazioni nazionali per la difesa dei diritti umani (come il Comitato dei familiari dei detenuti scomparsi, Cofadeh), da parte di delegazioni internazionali indipendenti, ad opera di membri del Fronte nazionale di resistenza popolare, che negli ultimi diciotto mesi hanno reso testimonianze dirette in numerose occasioni, anche in Europa, anche in Italia.
Chiediamo pertanto ai dirigenti Rai (servizio pubblico) e a quelli di Magnolia se è questo il Paese a cui vogliono offrire una vetrina turistica internazionale. E se non intendono interrompere la programmazione, chiediamo loro di dare spazio, in ogni diretta sulla televisione di Stato, al racconto di coloro che vogliono raccontare l'Honduras reale, la repressione, la violenza e la violazione sistematica dei diritti umani, sociali, politici ed economici della popolazione locale.
Per informazioni e adesioni: appelloisola2011@altreconomia.it , 02-89.91.98.90, 349-86.86.815

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