Un patto di lealtà

11 maggio 2011 - Tonio Dell'Olio

Gli alunni della scuola media Dante Alighieri di Avellino hanno concluso ieri il percorso di lettura e approfondimento del libro “Io non tacerò” che raccoglie gli scritti di Antonino Caponnetto. È stato un momento intenso e quasi solenne. A 12 e 13 anni ci si deve entusiasmare davanti a testimonianze di vita che non hanno risparmiato nemmeno un respiro per dare dignità all’Italia e al mondo intero. Negli occhi di quei ragazzi ieri c’era la luce della sfida e dell’impegno, dell’indignazione davanti al degrado e della promessa solenne di essere onesti. Semplicemente onesti. Cioè leali. Per innamorarsi della comunità in cui abitano. Perché non è scritto in nessuna legge di natura che la Camorra debba dettare legge, regolare gli appalti, condizionare la vita pubblica, influenzare le loro scelte. Quei ragazzi hanno voluto firmare un patto di lealtà con la comunità e con la loro vita dichiarandosi indisponibili a flirtare con i vantaggi illusori che fornirebbe loro l’apparentamento con la malavita ma nemmeno con le forme di illegalità strisciante che vengono tollerate o esaltate come esercizio di furbizia. Non è notizia di prima pagina dei Tg nazionali. Ma ciò che è avvenuto ieri ad Avellino e che si verifica in tante scuole italiane, è il segno controvento di un Paese che non si rassegna e che vuole cambiare. Il mondo degli adulti che annaspa sui tornanti della legalità deve essere grato a questo fiume carsico che percorre lo stivale.

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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