POTERE DEI SEGNI

La chiesa degli Atti

Gli ultimi sono le basiliche minori per Dio. E dal suo Amore scaturisce una capacità sorprendente di amare tutti, senza limiti e senza confini.
Raffaele Nogaro (già vescovo di Caserta)

Il peccato originale: ci credo, ma lo accetto con un senso di doloroso stupore. Se l’uomo viene concepito nel peccato, nasce disperato. Come potrà assumere un vigore sano e libero della vita? Poi, c’è l’incarnazione di Dio, evento unico, incapace di essere accolto da ragione d’uomo: solo la potenza di un amore infinito può compiere l’imprevedibile. L’incarnazione è l’integrazione di Dio con l’uomo. L’avventura di questo coniugio è meravigliosa, ma la conosce solo DIO.
È certo che l’uomo con l’incarnazione non è più solo, non è più nella minaccia. L’incombenza del peccato viene allontanata da una onnipotenza di grazia, che è gioia e di libertà. Il gesto di Dio verso il pagano Cornelio (at. 10) dimostra una cura integrale d’umanità, da parte del Padre. In questo gesto di adeguamento all’uomo si sente che Dio è pienamente per l’uomo. Sarebbe inappagato, come Dio, se non amasse l’uomo all’infinito. In questa dinamica dell’amore, Dio dice a Pietro, presentandogli il lenzuolo pieno di animali di ogni genere, “Prendi e mangia”(At. 10,13). Pietro, ancora legato alle prescrizioni giudaiche, risponde “Non posso” (At. 10,4). Dio comanda: “Mangia. Ciò che Dio ha purificato tu non chiamarlo profano” (At. 10,15). Dio esprime a Pietro l’essere d’una chiesa che è “totale comprensione d’umanità”. “Dio mi ha manifestato che nessun uomo è profano e nessuno è immondo”(At, 10,28), confessa Pietro, quasi con trepidazione.
“Nessun uomo è profano”: ognuno appartiene è di Dio. “Nessun uomo è immondo”: ogni uomo è integro. Non nasce corrotto, ma puro. Pietro, con grande commozione, sta comprendendo la verità della chiesa di Cristo e della sua chiesa: “In verità, mi sono reso conto che Dio non fa preferenza di persone. E che ogni uomo, a qualsiasi popolo appartenga, è bene accetto a Dio” (At, 10,34-35). Sento anch’io il Vangelo come novità di grande emozione e di grande gioia. Non più la preferenza di “popoli”, non più privilegi delle “persone”. Dio ama tutti indistintamente. Per l’amore di Dio, si ha “l’uguaglianza” costitutiva di ogni uomo e di ogni donna. Pietro comprende che la sua chiesa non è più la chiesa della legge, ma la chiesa della misericordia del Padre per l’umanità. I “giudaizzanti” gli faranno subito rimprovero di questa sua conversione, accusandolo di tradimento.
Pietro, con umiltà, risponde: “Chi sono io, per mettere ostacolo a Dio?” (At 11,17). La chiesa di oggi è viva, ma non può mettere ostacoli a Dio. I suoi “concordati” con gli Stati non possono stabilire imposizioni nuove sulla gente e sulle persone. Anche i “catechismi” potranno sempre più essere racconto delle vocazioni del Signore e dei gesti interminabili di tenerezza che Egli rivolge all’uomo. Meno “decalogo” e norme di vita.
Don Tonino non aveva forse il tempo per teorizzare questa chiesa del Vangelo. La viveva, però, con passione e totalmente. Le grandi battaglie di Tonino contro le situazioni corrotte della storia, assumono la stessa “indignazione” di Dio contro il male. Ma proclamano, sempre, la compassione e il perdono dell’uomo peccatore. L’uomo più povero e deluso rimane la “basilica minore” di Dio e della storia. La basilica della celebrazione santa della sofferenza dell’uomo, e della benedizione di Dio, che fa la vita per l’eternità. Don Tonino è una presenza infallibile della chiesa, oggi.

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.36