Perversioni

26 maggio 2011 - Tonio Dell'Olio

“Le perversioni vanno curate, non manifestate”. Era scritto su uno striscione di fronte al cinema di Macerata che nei giorni scorsi ospitava la rassegna cinematografica “L’altro sguardo” sul tema dell’omosessualità. Voleva essere una provocazione e io l’avevo fraintesa come un grido d’allarme che i manifestanti lanciavano per chiedere aiuto per se stessi. La loro perversione infatti va aiutata, curata, soccorsa! La perversione di chi non accoglie la diversità e arriva a condannarla con i gesti dell’intolleranza. L’anormalità di chi si arroga il diritto di normare la vita di alcuni anche quando questa non confligge con quella degli altri, non invade gli spazi altrui, non offende nessuno. La depravazione di chi pretende di trasformare le strade in tribunali e di giudicare rifiutandosi di ascoltare la vita dell’altro. La degenerazione di chi usa parole (e a volte non solo quelle) come sassi di lapidazione. La violenza. Quella sì è una perversione. E va curata. A Macerata ieri abbiamo dato vita a un “Osservatorio territoriale per la tutela dei diritti umani”. Una sorta di ambulatorio dove curare coloro che arrivino anche solo a pensare di non dover rispettare la dignità di ogni persona.

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