Il processo all’odio religioso

23 giugno 2011 - Tonio Dell'Olio

In primo piano nel sito di Aljazeera di oggi campeggia la notizia più attesa dal mondo arabo. Oggi un tribunale olandese emette la sentenza contro il leader xenofobo Geert Wilders accusato di incitamento all’odio religioso. Wilders aveva definito l’islam una “religione fascista”. Il dibattito va molto oltre l’oggetto specifico della sentenza perché punta a definire il confine della libertà di opinione. Quando la manifestazione del proprio pensiero ferisce la fede di popoli interi? Quando si trasforma in offesa? Quando istiga alla violenza? Le parole non sono mai innocue e neutrali e, talvolta, possono trasformarsi in una deflagrazione, in un attentato alla pace. Le parole hanno il potere di scatenare le guerre e mettere in pericolo la sicurezza. Nel caso di Geert Wilders le parole sono accompagnate da proposte di legge che quanto meno hanno fatto discutere, come quella di bandire il Corano in Olanda in quanto contraddice le leggi del Paese. Non c’è da meravigliarsi che ci sia molta attesa per la sentenza di oggi in Olanda e non solo in Olanda. Sul suo sito personale Wilders si definisce un “freedom fighter”, combattente per la libertà. Sua.

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