REFERENDUM

La vittoria della Madre

Quella del 13 giugno è stata la vittoria della cittadinanza attiva che ha saputo organizzarsi dal basso.
Alex Zanotelli

Quello che è avvenuto in questo paese, il 12-13 giugno, è un miracolo! È la vittoria della Madre, l’acqua, la madre di tutta la vita su questo pianeta.
È stata anche la vittoria del Sole, delle rinnovabili contro il potente business del nuclea-re. È la “rivoluzione dei beni comuni” contro l’ideologia del mercato. È la proclamazione della vita contro l’idolatria della finanza (è da notare il tonfo in borsa delle energie tradizionali il 13 giugno!). È il rifiuto dell’ideologia dominante dello sviluppo illimitato (l’uomo non è Dio!). È la vittoria della cittadinanza attiva che ha saputo organizzarsi dal basso, dando scacco matto ai partiti, sia di destra che di sinistra, servi dei potentati economico-finanziari che ci governano. È la vittoria di un popolo (i partiti non si azzardino ad appropriarsene!) che questa volta ha votato col cuore, più che con la pancia e la testa. È la vittoria dei cittadini, ottenuta parlando, dialogando, ragionando con la gente in mille assemblee contro il muro impenetrabile dei media, nelle mani dei poteri forti,che ci hanno boicottato. È un vento nuovo del risveglio italiano.
Per questo, dobbiamo dire grazie di cuore a tutti i cittadini che hanno lavorato con umiltà e passione, in particolare grazie al popolo dell’acqua che da anni si è impegnato con tenacia per raggiungere questo risultato. Grazie a ogni persona, grazie alla creatività e all’inventività di ognuno. Grazie soprattutto ai giovani, che sono ritornati protagonisti soprattutto attraverso il web. Grazie alle realtà ecclesiali di base, che hanno saputo trascinare anche le gerarchie. Grazie alle forze missionarie, e in particolare ai Comboniani/e, presenti fin dall’inizio in questa avventura. Tutti insieme, credenti e non, laici e religiosi di destra e di sinistra, abbiamo ottenuto un miracolo. Ora, questo vento nuovo soffierà a livello internazionale. Investirà il parlamento europeo dove le lobby stanno premendo perché l’acqua venga dichiarata un bene “di rilevanza economica”. Il parlamento italiano è stato il primo in Europa a fare questo passo legislativo. Il popolo italiano con una valanga di Sì ha detto di No a questa bestemmia. Altrettanto forte sarà l’impatto di questa vittoria sull’incontro internazionale del Consiglio mondiale dell’Acqua, che si terrà a Marsiglia il prossimo marzo. Faremo pressione perché il Consiglio dell’Acqua, ora nelle mani della Banca mondiale e delle multinazionali, passi all’ONU, che ha già dichiarato lo scorso anno l’acqua un diritto fondamentale umano. Mentre con gioia osserviamo l’impatto che sta avendo la nostra vittoria a livello internazionale, non possiamo dimenticare il nostro impegno in Italia, in questo momento post-referendario. Dobbiamo premere perché venga messo in moto un meccanismo legislativo che parta dalla legge di iniziativa popolare (2007) che ha raccolto più di 500mila firme. E, inoltre, premere per la abolizione del 7% delle tariffe, che è la percentuale di rimunerazione fissa per il gestore. A livello regionale, provinciale e locale dobbiamo far sì che la gestione dell’acqua si adegui alle decisioni referendarie. Dobbiamo esigere di poter partecipare nella gestione del bene comune acqua, partecipando ai consigli comunali (con potere di voto) quando trattano di problemi idrici. È un lavoro immenso quello che ci rimane, ma sapendo che abbiamo la maggioranza assoluta del popolo italiano dalla nostra parte, diventa più leggero. Ecco perché dobbiamo camminare insieme, essere rete, nella certezza che si è aperta una nuova epoca, quella dei beni comuni:acqua, aria, sole. Non disperdiamo questa grande ricchezza acquisita. Altro che fine della storia! Vorrei dedicare questa straordinaria vittoria alle classi impoverite di questa nostra Italia, che avrebbero pagato l’acqua con bollette salate e, agli impoveriti del Sud del Mondo che l’avrebbero pagato con milioni di morti di sete.
Questa vittoria è la vittoria della “Madre”, della Vita.

Grazie di cuore a tutti.

Napoli, 14 giugno 2011

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