GIUSTIZIA AMBIENTALE

All'attacco dei più piccoli

Gli agenti inquinanti, esterni e interni alle abitazioni, mettono a rischio la salute dei bambini. Cambiare stile di vita può aiutare a difendere il loro sacrosanto diritto alla salute.
Claudio Giambelli

Leonard Boff, in un suo recente scritto afferma che: “Staremmo davanti a una crisi sistemica e terminale del capitalismo e non davanti a una crisi ciclica...” per poi concludere: “Per quanto mi riguarda, vedo gli indizi, in molte parti, e la nascita di una società mondiale ecocentrica e biocentrica. L’asse sarà il sistema-vita, il sistema-Terra e l’umanità. Tutto deve servire per questa nuova centralità. In caso contrario, difficilmente eviteremo uno tsunami ecologico-sociale possibile”.
Uno degli indicatori dei colpi di coda del capitalismo selvaggio, da un lato è lo sfruttamento consumistico dei bambini e delle bambine di pochi anni, così come quelli ancora nell’utero, dall’altro è la sottovalutazione dei pericoli ambientali per i più piccoli, purché si continuino a consumare, in dosi sempre più massicce, i prodotti chimici per la casa.
Pensiamo solamente all’uso dell’amniocentesi ormai divenuta routine, per non parlare delle ecografie fatte a go-go: siamo veramente sicuri che non rispondano a esigenze di mercato, prima che a esigenze di salute? E poi, tutte le miriadi di oggetti e meccanismi super-tecnologici che accompagnano la crescita dei primi anni o l’ossessione indotta nei genitori per l’igiene e la sterilizzazione maniacale: pare che sia proprio questo eccesso di sterilizzazione che porti il sistema immunitario alla confusione e alla crescita abnorme di allergie. Pensiamo, inoltre, alla pericolosa esposizione alle sostanze tossiche negli appartamenti.
Ascoltiamo, quindi, il punto di vista e l’esperienza dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) al cui interno si è formato un gruppo denominato “Pediatri per un Mondo Possibile” (PUMP) che si propone di intervenire sul tema del rapporto fra ambiente e salute del bambino. Il dott. Giacomo Toffol è il referente del gruppo dei PUMP, pediatra di famiglia a Pederobba, in provincia di Treviso; a lui rivolgiamo qualche domanda.

Dott. Toffol, perché questo nuovo gruppo di lavoro?
Dalla fine degli anni Novanta, numerosi studi hanno dimostrato le correlazioni esistenti tra l’inquinamento ambientale e un decadimento dello stato di salute della popolazione, rendendo evidente a tutti la stretta dipendenza che intercorre tra la salute umana e l’ambiente in cui viviamo.
La rapida globalizzazione ha favorito in maniera decisiva il degrado dell’ambiente attraverso una nuova industrializzazione, l’uso di sostanze non rinnovabili e di sostanze chimiche, la forte urbanizzazione, i cambiamenti climatici e l’aumento dell’utilizzo delle biotecnologie, determinando un peggioramento complessivo della salute umana. Come spesso succede in campo sanitario, anche le patologie correlate all’ambiente colpiscono maggiormente gli strati più deboli della società, ovvero le categorie in situazione socio-economica disagiata e le fasce d’età più sensibili, i bambini.
Considerata la nostra responsabilità come pediatri, ci siamo posti l’obiettivo di intervenire direttamente per cercare di modificare questa situazione. Abbiamo, quindi, costituito, all’ interno dell’ Associazione Culturale Pediatri, un gruppo di lavoro denominato “Pediatri per un mondo possibile” (PUMP) con l’obiettivo di sensibilizzare e formare sull’argomento tutti i medici interessati che, a loro volta, saranno in grado di trasmettere informazioni e strumenti per far diventare consapevoli e sostenibili molti piccoli atti quotidiani delle famiglie e dei loro pazienti. Consci che sarà un nostro diritto chiedere agli amministratori cambiamenti politici solo se sarà anche un nostro dovere iniziare a fare la nostra parte, nel concreto agire quotidiano, per proteggere noi stessi e l’ambiente che ci circonda. Molte semplici azioni possono, infatti, non solo garantire una salute migliore per i decenni a venire – pensiamo solo all’aspetto alimentazione, mobilità, inquinamento dell’aria indoor e outdoor e dell’acqua – ma avere ripercussioni sul benessere e la salute di altre collettività, anche lontane. Fornire a tutti coloro che si occupano della salute del bambino strumenti pratici per modificare tali azioni ci è sembrano, pertanto, un punto di partenza fondamentale.

Quali sono i pericoli moderni per i bambini?
L’ inquinamento di aria, acqua, alimenti e suolo è causa di patologie gastrointestinali e respiratorie, patologie congenite e dello sviluppo neurologico, e inoltre molte sostanze chimiche, attualmente presenti nell’ambiente, hanno dei potenziali effetti di tossicità a lungo termine ancora sconosciuti.
I pericoli per la salute dei bambini si ritrovano nell’aria, sia all’aperto sia negli spazi chiusi (case, automobili). La popolazione urbana è spesso esposta a concentrazioni di inquinanti aerei che, nel breve termine, determinano un aumento di patologia respiratoria acuta e di recidive di asma e che, a lungo termine, determinano una riduzione dello sviluppo polmonare e un aumento della mortalità.
Non migliore è la situazione dell’aria interna alle abitazioni, dove l’inquinamento è addirittura maggiore perché, agli agenti esterni, si aggiungono tutta una serie di sostanze che vengono prodotte nelle nostre abitazioni e che sono il frutto dei materiali con cui queste sono costruite, delle attività che all’interno di esse noi svolgiamo (fumo di sigaretta, prodotti per la pulizia…) e di tutte le varie apparecchiature (televisori, fax, computer, stampanti) di cui oramai siamo abituati a circondarci.
Lo sviluppo dell’industria chimica e l’elevatissimo numero di nuove molecole introdotte nell’ambiente, possono provocare, inoltre, una contaminazione secondaria del terreno e dell’acqua, e di conseguenza del cibo. Molti contaminanti (metalli pesanti, benzene, policlorobifenili, pesticidi, diossine) hanno degli effetti ben documentati sulla salute umana, con alterazioni a carico del sistema endocrino e nervoso, oltre a essere implicati nella genesi di molte neoplasie.

Quali le azioni promosse?
I PUMP hanno realizzato e aggiornano costantemente un corso di formazione per medici, con l’obiettivo di fornire ai colleghi e, di conseguenza alle famiglie, un’informazione puntuale sull’inquinamento di aria, acqua e cibo e di proporre consigli anticipatori educativi e concreti su come non sprecare l’acqua, l’energia, il cibo; proteggere l’ambiente intorno a noi, in casa e fuori; promuovere un’alimentazione sana e preferire prodotti biologici; privilegiare la mobilità a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici; sostenere il diritto dei bambini ad ambienti vivibili. Tutto questo materiale è stato anche trasformato in un libro, “Inquinamento e salute dei bambini, cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare”. (Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2010).
In collaborazione con altre associazioni italiane ed europee, inoltre, i PUMP svolgono azioni di sensibilizzazione e stimolo alle amministrazioni locali e nazionali su specifiche tematiche di salute.

Svolgete anche azioni con le scuole ?
Nell’anno in corso, i PUMP hanno predisposto un progetto che ha visto il coinvolgimento diretto di insegnanti e bambini delle scuole d’infanzia in azioni semplici ma importanti per migliorare l’ambiente e la salute. Il progetto, preceduto da incontri formativi per gli insegnanti, si è basato sull’utilizzo di storie illustrate appositamente predisposte che valorizzano piccoli gesti quotidiani relativi a mobilità sostenibile, raccolta e riutilizzo dei materiali, risparmio energetico e idrico. Attivato per ora in una provincia italiana, si prevede la sua diffusione in altre regioni.

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