Cielo e terra

23 novembre 2011 - Tonio Dell'Olio

Che cosa sta succedendo al nostro territorio? Frane, esondazioni e alluvioni si ripetono senza posa a ritmo settimanale. Fango dappertutto, dal Veneto alla Sicilia passando per la Liguria e per la capitale. Sembra che non ci sia angolo italiano che non rischi di finire sottacqua. Di contare il proprio numero di vittime. Questa mattina tocca alla provincia di Messina con quattro morti tra cui un bambino di dieci anni. Un treno deraglia a Lamezia Terme per una frana e la città di Catanzaro è isolata a causa delle piogge. La verità è che abbiamo stravolto il cielo e la terra. Sconsideratamente abbiamo continuato a condizionare l’atmosfera anche quando finalmente avevamo capito che stavamo causando un cambiamento del clima dalle conseguenze apocalittiche. E abbiamo proseguito a ferire la terra costruendo senza ritegno e rubando terra alla terra, argini ai fiumi, difese naturali alle montagne. Il tutto condito da abusi e condoni, stolta tolleranza e corruzione. Come alla fine del pranzo, è giunto il tempo che la natura presenti il conto. Cielo e terra. A pagarlo, come sempre, i più deboli. Se avessimo compreso la lezione, saremmo in grado di cambiare rotta. Invece penso al giudizio su di noi delle prossime generazioni.

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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