Diniegati

21 dicembre 2011 - Tonio Dell'Olio

Avevamo imparato a indicarli come irregolari, clandestini, abusivi... in realtà sono anche “diniegati”. Una definizione che suona come una condanna, un’ingiuria, un insulto. Sono gli stranieri che si sono visti respingere il riconoscimento dello status di rifugiato e che non godono dei benefici della protezione umanitaria. Anch’essi provengono da regioni del sud del mondo dove i diritti sono violati o dove un conflitto in corso rende la situazione invivibile o, ancora, dove vivono persecuzioni a causa delle proprie posizioni politiche. Ma non sono stati riconosciuti. Anzi sono... diniegati. E così vagano invisibili e sospesi tra il diniego e il ricorso, senza mezzi di sussistenza e senza possibilità di lavoro regolare. Fantasmi neri, materia prima da sfruttare per lavoro schiavo, vite diniegate. Anche quest’anno, a Rosarno, sono circa un migliaio gli stranieri stagionali ritornati per raccogliere le arance. E voi pensate si sia fatto qualcosa per dar loro un alloggio decente o le garanzie minime per un lavoro riconosciuto? Poco e niente. Si tratta di diniegati ad oltranza e senza diritti. Nella loro patria e nella civilissima Italia.

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