ASSOCIAZIONI

Cinquant'anni e non sentirli

Il Movimento Nonviolento festeggia il suo anniversario e rilancia: la nonviolenza è una strada percorribile e un progetto possibile.
Mao Valpiana (Presidente del Movimento Nonviolento, www.nonviolenti.org)

È stato Aldo Capitini, nel 1962, dopo la prima Marcia per la pace da Perugia ad Assisi, a intuire che la nonviolenza, per crescere, non poteva basarsi solo sulla buona volontà o sulle buone idee, ma aveva bisogno anche di strutture e lavoro costante. Sulle tracce di Gandhi (il cui movimento si basava sugli ashram e anche su un giornale quotidiano fondato e diretto dallo stesso mahatma) Capitini donò il suo piccolo appartamento perugino al Movimento Nonviolento, fondò la rivista mensile “Azione nonviolenta” e chiese ad alcuni amici di impegnarsi a un versamento periodico per assicurare una retribuzione dignitosa a chi svolgeva a tempo pieno il lavoro di segreteria per il Movimento (fu così che Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza italiano, per anni garantì lo sviluppo del Movimento Nonviolento).
Aldo Capitini diceva che aveva a cuore le sorti del Movimento Nonviolento “come una creatura”.
Chi voleva farne parte doveva “farsi centro”, e moltiplicare i “centri” attivi per la nonviolenza: creare strutture aperte, indipendenti, libere, dove la cultura della nonviolenza potesse crescere e diffondersi.
Il “certificato di nascita” del Movimento Nonviolento porta la data del 10 gennaio 1962. È una locandina, scritta, fatta stampare da Aldo Capitini, e affissa sui muri di Perugia. Diceva così:

MOVIMENTO NONVIOLENTO PER LA PACE
Dopo la Marcia della Pace per la fratellanza dei popoli che si è svolta da Perugia ad Assisi domenica 24 settembre, si è costituito il MOVIMENTO NONVIOLENTO PER LA PACE, al quale aderiscono pacifisti integrali che rifiutano in ogni caso la guerra, la distruzione degli avversari, l’impedimento del dialogo e della libertà di informazione e di critica.
Il Movimento prende iniziative per la difesa e lo sviluppo della pace e promuove la formazione di Centri in ogni luogo.
Per informazioni e adesioni rivolgersi al Comitato direttivo, Casella postale 201, Perugia.

Il cammino svolto
Per cinquant’anni il Movimento Nonviolento, pur nello sviluppo adeguato ai tempi, ha mantenuto fede alla propria origine, e lo si può riconoscere anche dal carattere che “rifiuta in ogni caso la guerra” preso dal padre fondatore Aldo Capitini. Abbiamo molta riconoscenza verso coloro che nel passato hanno mantenuto vivo il Movimento, spesso in condizioni difficili e con pochi mezzi, e guardiamo con speranza ai tanti giovani che si sono avvicinati con entusiasmo e passione.
Abbiamo festeggiato il cinquantesimo compleanno (1962-2012) insieme ai tantissimi che in questi cinque decenni hanno condiviso, collaborato, sostenuto il nostro Movimento, dei più diversi ambienti culturali, politici, artistici, religiosi, intellettuali, sociali, ma comunque tesi verso l’orizzonte nonviolento. La Festa dei 50 anni del Movimento Nonviolento è stata una bella occasione per rinfrescare i fondamenti costitutivi del passato e per mettere in circolo nuovo entusiasmo per il futuro.
Proseguendo il cammino iniziato alla Marcia Perugia-Assisi, i tre giorni di Festa del Movimento Nonviolento, che si sono svolti a Verona dal 20 al 22 gennaio, hanno rappresentato un decisivo passo in avanti per la campagna di “disarmo e riduzione delle spese militari”, che si svilupperà per tutto l’anno.
Il Movimento Nonviolento, in sintonia con molte altre associazioni, reti, movimenti, vuole concentrare il proprio agire in una vasta campagna volta a ottenere non solo l’azzeramento del programma di acquisto degli inutili, dannosi e costosissimi aerei da caccia F-35, ma anche una riduzione quantificabile e progressiva delle spese militari correnti.

Obiettivo comune
Su questo obiettivo chiediamo la partecipazione attiva delle forze sociali, sindacali e dei partiti, sapendo di avere già il consenso di una gran parte dell’opinione pubblica.
Ci opponiamo alle spese militari non da oggi e, non solo in conseguenza della grave crisi economica del Paese; ci opponiamo ad ogni investimento bellico perché la guerra è il più grande crimine contro l’umanità, perché la Costituzione ripudia la guerra, perché la guerra è contraria al comandamento dell’amore.
Sappiamo bene che non basta dirsi contrari alla guerra, bisogna concretamente ridurne le cause e gli strumenti che la rendono possibile: armi ed eserciti.
La Campagna di oggi per il disarmo, è essenziale a prevenire la guerra di domani.
C’è anche un’altra ragione per questa Campagna: se riusciremo a rimuovere l’ostacolo delle enormi spese militari, avremo a disposizione ingenti risorse per dare piena attuazione a tutti i principi fondamentali della Costituzione, dall’articolo 1 all’articolo 11: il lavoro, i diritti umani, la dignità sociale, la libertà, l’uguaglianza, le autonomie locali, il decentramento, lo sviluppo della cultura e della ricerca, la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, il diritto d’asilo per gli stranieri e, infine, la costruzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.
I singoli amici della nonviolenza, gli aderenti al Movimento, i gruppi territoriali, saranno attivi in azioni locali e in momenti di mobilitazione nazionale.
“Un comune programma futuro” è il miglior regalo ricevuto dal Movimento Nonviolento per la festa dei suoi 50 anni.

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