La Pasqua di Buenos Aires

3 aprile 2012 - Tonio Dell'Olio

La valigia del ritorno da Buenos Aires è colma di speranza. Con un gruppo di amiche e amici di Libera abbiamo incontrato le organizzazioni con cui Libera ha avviato collaborazioni e amicizia. Sono quelle storiche, atrtive dai tempi della dittatura militare, le Madres, i Familiares... dei desaparesidos ma anche associazioni molto attive contro il narcotraffico, la tratta di persone, la prostituzione forzata e il lavoro-schiavo. Anche nelle situazioni più oscure come quella della Villa 21 dove miseria, violenza e degrado si mescolano in una miscela mortale, ci sono segni di speranza che ci invitano a vivere la Pasqua e la primavera come una nuova stagione di rinascita. Ne vale la pena. Non è tutto perduto. L’Argentina ogni anno, il 24 marzo, ricorda la drammatica salita al potere dei militari. Ma insieme alle vittime ricorda la fermezza e la tenacia, il coraggio e la forza inaudita delle Madri di Plaza de Mayo e di tutte/i coloro che hanno resistito. L’Argentina di oggi, i frutti della speranza, sono figli generati da quel cammino. Sono gemme dischiuse ai rami degli alberi irrigati dal sangue dei desaparecidos e dalle lacrime delle loro madri. Più Pasqua di questa!

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Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi.
Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia.
Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove.
E richiede pazienza, attesa.
Papa Francesco, 21 dicembre 2019
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