Per una rilettura del Vangelo Di Matteo

Giuseppe Tattara

Vorremmo invitarvi alle lettura di questo ampio commento al Vangelo di Matteo. Commenti ce ne sono tanti e rischiano di venire a noia, ma a noi pare che il lavoro di Carlo Enzo presenti delle novità di grande interesse per una ridefinizione dei fondamenti della nostra stessa fede. Non è una lettura facile, ma è una lettura utile.
Proprio per portare alla vostra attenzione alcuni di questi aspetti partiamo dal libretto intitolato: La generazione di Gesù Cristo. Gli inizi. Segue un altro libro che si intitola La legge, mentre funge da introduzione il volumetto dal titolo Il progetto. In tutto sono previsti 7 volumetti, tutti dello stesso autore e pubblicati da Mimesis.
Le radici della generazione di Gesù Cristo affondano nel “cammino adamico” della terra di Israele. Quest’idea è scandita da una serie di generazioni che aprono questo Vangelo. L’Adamo è l’uomo di YHWH e del suo mondo, destinato a crescere nella nazione di Israele, coltivando la conoscenza del suo Dio. Genesi narra la generazione del popolo di Israele, il Vangelo di Matteo la generazione di Gesù Cristo che con la prima generazione si pone in continuità.
Di questa seconda generazione ricordiamo alcuni punti essenziali. Innanzitutto, il significato della parola generare. Nell’uso quotidiano generare significa concepire, partorire, crescere un figlio. Qui si tratta di un generare adamico, far crescere un figlio a YHWH da parte di Israele, nella comprensione della legge, far nascere un discepolo. Si racconta, dunque, in questo Vangelo come Gesù sia diventato adamo, cosa abbia fatto per diventarlo, in modo così pieno e completo che YHWH lo ha considerato “un figlio suo”.
Il testo, con la genealogia di Gesù, non si sofferma sulla nascita biologica, ma sul fatto che Maria genera un adamo, Gesù, nello stesso modo in cui avevano generato Tamar, Rachab, Rebecca, Ruth e Sara che generarono degli adamo per Israele. Un adamo? Cosa si intende con questa parola? Ricordiamo la frase di Genesi: “Faremo un adamo in nostra immagine, a somiglianza nostra [e tale che gli altri uomini vedano noi in lui, sia somiglianza viva con il Dio]” e per questo si dice che è a sua immagine: un adamo è un uomo che nel progetto di YHWH rende visibile il Dio davanti alle genti, uno che starà davanti e guiderà le genti, farà diventare adamo le genti che non lo sono ancora, farà fruttificare la terra, porterà a pienezza il progetto di YHWH.
Chi è Giuseppe in questo contesto della generazione di Gesù? Giuseppe è una figura tradizionalmente enigmantica, il cui ruolo è sempre stato difficile da interpretare. E’ sposo di Maria, di una donna che ha in grembo lo Spirito di YHWH fin da bambina, fin che era nella sua casa e accudiva il tempio, mangiava dell’albero della conoscenza, e Maria genera un adamo per lo spirito di YHWH come lo hanno generato altre donne che abbiamo incontrato nel vecchio testamento. Non si tratta di nascita nella carne. Rebecca e Sara vivevano con il loro sposo ma erano sterili, non erano in grado di generare degli adamo; e YHWH fa loro generare un adamo per Israele.
Giuseppe ha con Maria una vita maritale, e generano nella carne. La capacità di generare un adamo è tuttavia esclusivamente di Maria. Essa deriva a Maria dalla familiarità nella conoscenza della parola di Dio; Maria è ripiena dello spirito di YHWH, ha in sè la pienezza delle virtù e dei doni di YHWH. Giuseppe fatica a comprendere la condizione di Maria, che appare poco spiegabile ai suoi occhi, e tuttavia si rallegra e accetta che Maria, ripiena di Spirito, abbia in grembo la capacità di generare un adamo senza la sua partecipazione. Egli non la ripudia, ma accoglie, prende con se la scelta di Maria. Questa differenza con le precedenti generazioni in qualche modo enfatizza e rimarca la novità della generazione di Gesù rispetto alle generazioni degli adamo che lo hanno preceduto.
Questo esempio, nella sua brevità, a noi sembra renda chiare alcune cose importanti.
In Genesi non si descrive la creazione del primo uomo, ma dell’adamo, l’uomo o le genti che porteranno a compimento il progetto della terra. Il progetto di YHWH è un progetto in divenire, che ha compimento nella storia; generare, nel contesto di questo progetto, significa avere riguardo a chi porta il progetto verso il suo compimento. Così anche in Matteo non si parla della nascita di Gesù nella carne; Maria è colei che, familiare con la legge e la volontà di YHWH, riesce a far si che un uomo sia generato in adamo, diventi adamo nell’ambito del progetto, mettendosi in continuità con le generazioni del vecchio testamento. Gesù è un adamo grande, tanto grande che si può parlare di un figlio di YHWH.
Si tratta di una interpreatzione che appiana, a nostro parere, molte difficoltà cui questi testi ci hanno sempre posto di fronte e li illumina di una luce nuova. Scompare la creazione “dei cieli e della terra” come ci è stata insegnata, creazione dal nulla, scompaiono il peccato di origine, il mistero e la verginità nel loro significato della carne, mentre si apre la interpretazione al divenire di un progetto di YHWH, che si svolge nella storia e trova li il suo progredire. Scompare Giuseppe che pensa di ripudiare Maria, per un Giuseppe che porta a compimento la scelta di Maria e la sostiene in questo difficile cammino.
Solo una bella interpretazione? L’autore è un biblista attento e deriva questa sua analisi da una grande attenzione filologica ai testi e dalla conoscenza dell’ebraico e del greco biblici, della Torah, del Talmud, dei Midrash e di altra letteratura ebraica.
Il vecchio testamento è scritto prevalentemente in ebraico, ma si fa di frequente riferimento alla versione in greco, detta dei LXX. Il nuovo testamento è stato tramandato in greco e le traduzioni che noi abbiamo risentono della logica e della cultura classica, ma si pensa che i vangeli non siano stati scritti in greco. Origene parla esplicitamente di un Vangelo di Matteo scritto in ebraico e anche San Girolamo testimonia l’esistenza di una primitiva versione ebraica di questo testo, anche se non abbiamo frammenti in ebraico od aramaico dei Vangeli e del resto del Nuovo Testamento. Una analisi linguistica tuttavia conferma questa tesi: una analisi del greco presente in quei testi mostra l’esistenza di un evidente sostrato semitico, in particolare ebraico. Il testo greco derivava da un testo ebraico, tradotto molto fedelmente. Se ne ha la verifica nel fatto che molti semitismi presenti nel testo greco acquistano significato solo in lingua ebraica; a volte si tratta di parole, a volte del modo in cui sono costruite le frasi, a volte di assonanze e così via. Tutto questo apre un problema relativo alla collocazione culturale del racconto, problema che sempre si presenta passando da una lingua ad un’altra e interpretando; si tratta di problemi non nuovi e diversi studiosi se ne sono a lungo occupati.
Ad esempio, rifacendoci a quanto appena detto, alla radice della impostazione che ci propone l’autore c’e’ il diverso significato di creazione e generazione. Genesi è scritto in ebraico e le parole creazione e generazione vengono, anche nel linguaggio corrente, a volte assunte come sinonimi. Ma se la creazione viene rivestita di un significato tolemaico, esprime la metafisica greca, significa un creare dal nulla da parte di una divinità, la prospettiva cambia completamente; diventa davvero molto forte la differenza con generare, nel senso di elaborare per un popolo un nuovo modello di esistenza. Per capire dunque si deve anche conoscere la mentalità dell’ebraismo perchè la lingua è permeata dalla identità del popolo che la parla e bisogna capire i riferimenti, i contesti che sono molto ma molto diversi dai riferimenti e i contesti classici.
Un modo per comprendere il significato dei testi è allora leggere la bibbia con la bibbia, ricercare cioè con pazienza il significato delle parole nello stesso testo biblico. Non è un cammino semplice ma è quello che Carlo Enzo ci propone e che mette alla radice della sua interpretazione. Alla fine, faticosa, di questa lettura molte verità che davamo per scontate vengono riscoperte in una luce nuova, che ci chiama all’impegno nella storia per la costruzione del regno di Dio.

Anna,Bepi,Bruno,Carlo,Caterina,Gabriella,Gino,Ines,Irina,Laura,Salvatore.
Per scrivere: bepi tattara, mail: tattara@unive.it

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