Ritrovarsi

29 maggio 2012 - Tonio Dell'Olio

Quella dei figli dei desaparecidos argentini è un dramma nel dramma della dittatura. Si calcola che siano almeno 500 i bambini partoriti nei luoghi di detenzione nascosti e illegali, veri e propri campi di concentramento, e di questi solo 105 hanno conosciuto finora la loro vera identità. Dopo il parto, i bambini venivano sottratti alle madri e dati in adozione a militari e loro amici. Oggi presso la sala stampa del Parlamento lanceremo un appello perché anche in Italia potrebbero esservi figli adottati illegalmente dall’Argentina che non hanno mai conosciuto le loro storie. A reclamare questa verità sono soprattutto “las abuelas”, le nonne di Plaza de Mayo che in tutti questi anni non si sono mai rassegnate. Anche Horacio Petragalla parteciperà oggi alla conferenza stampa. Aveva l’età giusta, è alto quasi due metri ma i suoi “genitori” sono piuttosto bassi e poi, il suo padrino di battesimo era un militare che abita nello stesso condominio. A 26 anni, con la prova del DNA ha scoperto d’essere il figlio di due montoneros argentini uccisi dai militari all’inizio del colpo di stato nel 1976. Sua madre era incinta e attesero che partorisse per strappargli via definitivamente il frutto del suo grembo. Adesso Petragalla è felicemente sposato ed è un parlamentare argentino che si batte perché questa verità non si smarrisca nelle pieghe della storia. Candidamente ancora oggi quei militari affermano che la pratica delle adozioni illegali era un dovere morale perché quei bambini non crescessero in famiglie che li nutrivano con idee rivoluzionarie e pericolose. Insomma un atto di generosità verso il futuro del mondo.

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