I frutti (amari) del piano Marchionne

Comunicato ex lavoratori ThyssenKrupp Torino
29 giugno 2012 - Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

Non ci sorprendono affatto le dichiarazioni rilasciate dall’ad di Fiat S. Marchionne, che definisce “folklore locale” la sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che prevede il reintegro dei 145 lavoratori, tutti iscritti Fiom, dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. A questi lavoratori va tutta la nostra solidarietà. A Torino la parola Fiat è diventata un vero e proprio tabù, nessuno più ne parla. Non si dice che dal 14 febbraio 2011 migliaia di lavoratori sono a casa; mentre a Pomigliano d’Arco il periodo di “ristrutturazione” è servito a scegliere tra “buoni e cattivi”, escludendo gli elementi più combattivi e alimentando così la lotta tra poveri. Ecco gli unici frutti (amari) del piano Marchionne.
Più gravi appaiono altri commenti a proposito della sentenza: da quello svilente rilasciato dal leader Cisl R. Bonanni “una sentenza come una rondine che non fa primavera”; a quello ostile di R. Di Maulo della Fismic “un pericoloso ritorno a logiche spartitorie e lottizzatorie”; fino ad arrivare alla minaccia di “impugnare la sentenza di reintegro” (G. Sgambati, Uilm Campania). La Uilm, del resto, non è nuova a questo genere di bassezze: nel caso ThyssenKrupp un sindacalista della Uilm di Torino, costituita Parte Civile nel processo per la strage del 6 dicembre 2007, in sede di Tribunale del Lavoro ha testimoniato in favore dell’azienda.
Appare sempre più chiaro che il lavoro “non è più un diritto ma deve essere guadagnato con sacrifici”, come ha affermato la Fornero. Questo già lo sappiamo: ai lavoratori nessuno ha mai regalato nulla. Ogni diritto è stato strappato con sacrifici e durissime lotte dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Noi ex lavoratori della ThyssenKrupp lottiamo da 4 anni per ottenere ciò che riteniamo un diritto, conquistato con le lotte e sancito dalla Costituzione, nata dalla Resistenza antifascista: verità e giustizia per i nostri compagni di lavoro uccisi e posti di lavoro (sicuri e dignitosi) per tutti noi, l’unica misura utile (e necessaria) per uscire dalla crisi. Dopo il cordoglio delle Istituzioni e la nostra costituzione di Parte Civile nel processo, gli accordi che prevedevano la ricollocazione di tutti i lavoratori da parte del Comune sono stati disattesi: 14 di noi sono ancora senza lavoro. Mentre il 30 giugno 2011 il Sindaco P. Fassino si impegnava a garantirci un lavoro “certo e sicuro”, a oltre un anno di distanza siamo sempre senza lavoro e la sua Gran Torino Capitale del Lavoro per ora è lettera morta.
Per mantenere viva l’attenzione sulla nostra difficile situazione lavorativa e sulla “questione lavoro” più in generale, in questi giorni abbiamo diffuso in Rete un Appello di solidarietà rivolto a tutta la Società Civile (disponibile alla pagina www.firmiamo.it/un-lavoro-per-gli-ex-operai-thyssenkrupp-promesso-dafassino#petition) e dato indicazione per inviare al Sindaco mail di protesta e ricordargli le promesse fatte nei nostri confronti.
La solidarietà è una pratica importante, un’arma da utilizzare ed estendere a sostegno di tutte le lotte di chi già oggi si batte per la verità, la giustizia e i diritti, sempre più gravemente messi in discussione.
Per questo oggi saremo a Viareggio nel terzo anniversario della strage del 29 giugno 2009 in cui sono morte 32 persone: per testimoniare la solidarietà alle Famiglie colpite dal disastro; per promuovere il coordinamento tra realtà diverse che combattono la stessa battaglia; per confrontare e condividere le rispettive esperienze, sapendo che solo la lotta paga e determinati a batterci fino in fondo per vedere riconosciuti i nostri diritti.
Solo unendo le lotte possiamo abbattere questo sistema produttivo ormai al tramonto, sempre più distruttivo di uomini e risorse, e far diventare “folklore” non le lotte, come crede Marchionne, bensì il capitalismo: appartenente al passato, superato, portatore della (nuova) società che costruiremo dalle sue rovine. Dipende da noi.

Torino, 29 giugno 2012
Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - maipiuthyssenkrupp@hotmail.it
IMPORTANTE - FIRMA L'APPELLO UN LAVORO PER GLI EX OPERAI THYSSENKRUPP PROMESSO DA FASSINO

Gli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino lanciano un Appello di solidarietà affinché il Sindaco Fassino mantenga quanto promesso nell’incontro del 30 giugno 2011: un lavoro sicuro e dignitoso per tutti i lavoratori rimasti in mobilità, gran parte dei quali costituitisi Parti Civili nel processo per la strage del 6 dicembre 2007 in cui hanno perso la vita 7 compagni di lavoro.

FIRMA E FAI FIRMARE L’APPELLO, INDICANDO:
NOME E COGNOME – PROFESSIONE - ORGANIZZAZIONE SINDACALE, POLITICA, CULTURALE - CITTA’ - MAIL

L'Appello, riportato a seguire, si trova e può essere sottoscritto alla pagina:
www.firmiamo.it/un-lavoro-per-gli-ex-operai-thyssenkrupp-promesso-da-fassino#petition
Dopo aver firmato (magari lasciando un commento), condividilo sulla tua bacheca dei tuoi amici di FaceBook, Twitter, Google+ e altri social network e poi giralo alla tua rete di contatti.
Obiettivo 50.000 firme. Ma ci occorre il vostro aiuto!

Inoltre ti chiediamo di inviare mail di protesta presso l’Ufficio del Sindaco Fassino (l'indirizzo è segreteria.sindaco@comune.torino.it ) indicando nel testo la seguente dicitura seguita da NOME e COGNOME:
“Denunciamo l’atteggiamento discriminatorio nei confronti degli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro e chiediamo il rispetto delle promesse di un lavoro sicuro e dignitoso per i 14 lavoratori ancora senza occupazione”.
Vi chiediamo, per conoscenza, di inviarla anche al nostro indirizzo mail
maipiuthyssenkrupp@hotmail.it

LAVORO SICURO E DIGNITOSO PER TUTTI GLI EX LAVORATORI THYSSENKRUPP

Giugno 2012
Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

L’appello
RICOLLOCAZIONE IMMEDIATA
PER TUTTI GLI EX LAVORATORI THYSSENKRUPP DI TORINO
PROMESSA DAL SINDACO PIERO FASSINO

"...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"
(K. Marx)

L’odierna crisi generale investe appieno i lavoratori di tutto il mondo e anche nel nostro Paese i suoi effetti più nefasti vengono fatti ricadere sulle loro spalle: disoccupazione, precarietà, emarginazione, smantellamento dello stato sociale, promozione della guerra fra poveri.
Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei lavoratori attraverso le misure contenute nel piano Marchionne e nella Riforma Fornero, nel tempo si sono tradotti in una condizione generalizzata di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel tentativo di estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più combattivi, come ad esempio il caso FIOM in FIAT.
L’acuirsi di questa crisi si traduce anche, nei luoghi di lavoro, in migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza dimenticare i malati “professionali” in seguito all’esposizione a sostanze nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale che minaccia quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini, mai affrontato dai Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni. Nella pratica si alimentano le condizioni che hanno portato alla strage avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 in cui sono morti, per il profitto dei padroni, 7 nostri compagni di lavoro.
Il verdetto di primo grado della primavera scorsa con la condanna di tutti gli imputati, ottenuta grazie alla costante mobilitazione dei familiari, degli operai e dei tanti cittadini solidali, è stato un primo passo verso l’accertamento della verità e della giustizia, nonostante questi criminali non siano ancora in galera. Di fatto rimane una battaglia ancora aperta per cui occorrerà vigilare e mobilitarsi per impedire rischi quali la già avviata depenalizzazione dei reati legati ai morti sul lavoro (depotenziamento del Testo Unico 81/2008), il tentativo di insabbiare le responsabilità dei morti sul lavoro attraverso la prescrizione con il Processo breve, lo smantellamento di pool di magistrati particolarmente competenti in materia di reati legati al mondo del lavoro come quello coordinato dal Dott. R. Guariniello.
Inoltre, questa vicenda rimane per alcuni di noi una battaglia aperta anche per un altro motivo: dopo aver lavorato senza le minime garanzie di sicurezza e rischiato la vita in uno stabilimento ormai condannato alla chiusura, dopo esserci costituiti coraggiosamente per la prima volta in Italia Parti Civili in una class-action al fianco degli Enti locali nel processo, dopo il cordoglio delle Istituzioni cittadine e le rassicurazioni (solo formali) per lavorare affinché venisse garantita la sicurezza nei luoghi di lavoro e svariate promesse di ricollocazione per tutti i lavoratori da parte del Comune durante e dopo le campagne elettorali (l’ultima risale al 30 giugno 2011 in un incontro con il neo eletto sindaco P. Fassino), dopo 4 anni siamo ancora senza un’occupazione. Quelle Istituzioni che dovrebbero sostenerci oggi ci discriminano, dato che oltre 30 nostri ex colleghi sono stati ricollocati in società partecipate del Comune e che nessuno di loro era costituito come Parte Civile nel processo.
La nostra vicenda in quanto ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro è uno degli esempi del disinteresse con il quale prima la giunta Chiamparino e poi la nuova giunta di Fassino abbiano trattato la situazione dell’occupazione nel capoluogo piemontese.
Torino, sede della Fiat del “mirabolante” piano Marchionne e della tanto discussa Tav, oggi una delle città più colpite dagli effetti delle politiche di “macelleria sociale” imposte dal governo Monti e applicata con diligenza a livello locale dall’Amministrazione Fassino, vede il proprio tessuto industriale profondamente colpito dalla crisi attraverso licenziamenti, tagli, delocalizzazioni, esuberi. Una gravissima situazione che quotidianamente investe strati sempre più ampi del tessuto sociale cittadino senza che l’Amministrazione dia risposte chiare e metta in campo misure concrete per contrastare gli effetti della crisi.
Servono politiche che rompano con le misure imposte dal Governo per salvaguardare l’occupazione esistente e rilanciare la creazione di nuovi posti di lavoro, peraltro sbandierata nel programma elettorale Gran Torino Capitale del Lavoro. Questo programma che per ora rimane lettera morta, noi vogliamo farlo diventare realtà!
L’unica misura che ci consentirebbe di uscire dalla crisi è la creazione di posti di lavoro, sicuri e dignitosi per tutti, potenziando i servizi ai cittadini: nei trasporti potenziando la rete esistente ed estendendola al servizio notturno, inesistente persino nelle grandi metropoli che dicono di ispirarsi alle capitali europee e a quelle oltreoceano; nella sanità, potenziando i poli ospedalieri esistenti e costruendone di nuovi in zone decentrate; offrendo cultura e arte a prezzi popolari, lontano da qualunque speculazione; salvaguardando l’ambiente dalle speculazioni edilizie, bonificando le aree industriali dismesse dalle sostanze abbandonate dalle produzioni industriali; nazionalizzando le produzioni pericolose, inutili e obsolete e riconvertendole a produzioni utili e rispettose delle persone e dell’ambiente; sostenendo maggiormente le forme di produzione, consumo e distribuzione di tipo solidaristico e locale; valorizzando maggiormente il nostro patrimonio artistico lasciato nell’incuria e nel degrado in cui spesso versano musei, città d’arte e zone d’interesse artistico. Ecco come creare posti di lavoro utili! In definitiva è solo una questione di volontà politica.
Gli ammortizzatori di cui beneficiamo (ancora per poco) sono solo una misura temporanea per sbarcare il lunario, un’anticamera della disoccupazione, un’elemosina sociale di cui faremmo volentieri a meno. Ciò che vogliamo è mettere al servizio della nostra Città competenze e professionalità attraverso un posto di lavoro sicuro e dignitoso, garantito dalla Costituzione nata dalla Resistenza e dai diritti conquistati in decenni di lotte.
Disoccupazione, esuberi e precariato, così come i morti e gli infortuni sul lavoro altro non sono che il frutto di questo imbarbarimento delle condizioni materiali, sociali e culturali a cui ogni giorno veniamo sottoposti noi lavoratori: a ciò e per pretendere un posto di lavoro sicuro e dignitoso rispondiamo lanciando questo appello.
Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, gli intellettuali, le personalità pubbliche del mondo dell’arte, dello spettacolo, della cultura e del mondo scientifico, gli esponenti sindacali, i giornalisti, i politici, i comitati di lotta, le associazioni, gli enti e gli organismi che si battono per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e singoli cittadini affinché prendano posizione pubblicamente, sottoscrivendo questa petizione:
- in solidarietà con gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, impegnati da quattro anni in una dura battaglia per l’accertamento della verità e della giustizia e per la loro immediata ricollocazione lavorativa, così come promesso dal Sindaco P. Fassino il 30 giugno 2011;
- perché si costringano, attraverso la lotta e la mobilitazione popolare, Governo e Amministrazioni locali a mantenere i posti di lavoro (sicuri e dignitosi per tutti) esistenti e a crearne di nuovi come unica misura per uscire dalla crisi.
Lavoro sicuro e dignitoso per tutti!
Ricollocazione immediata da parte del Comune di Torino per tutti i lavoratori ThyssenKrupp costituiti Parti Civili nel processo!

Giugno 2012
Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

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Ponti
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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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