Canzoni di malavita

31 luglio 2012 - Tonio Dell'Olio

Francesco Sbano è un fotografo calabrese nato a Paola e residente ad Amburgo. Fin qui tutto normale se non fosse che dal 2000 al 2005 Sbano ha prodotto tre raccolte di canzoni: La musica della mafia. In queste canzoni, come nel suo film-documentario “Uomini d’onore”, le idee e le imprese della ‘ndrangheta vengono rappresentate ed esaltate spingendo ad accogliere i “valori” della malavita. Le sue raccolte di canzoni hanno venduto circa 150.000 copie soprattutto in Germania dove il fenomeno viene considerato nella sua dimensione folkloristica al punto da far dimenticare la realtà di una ‘Ndrangheta che è potere economico che si impasta quotidianamente con la finanza tedesca (e non solo). Per queste ragioni i nostri amici di Reggio Calabria hanno inserito le opere di Sbano nel Museo della ‘ndrangheta e per questa ragione qualche giorno fa l’autore ha fatto irruzione nel museo vantando la portata artistica delle sue opere, lamentando il clima di denigrazione operato dal museo e minacciando soprattutto Francesca Viscone, insegnante e giornalista che più volte è intervenuta sul tema in maniera molto critica con libri, articoli e percorsi formativi. È la via culturale della lotta alle mafie.

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La politica deve ritrovare il suo spazio.
Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
Zygmund Bauman
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