La sfida di Rebibbia

27 settembre 2012 - Tonio Dell'Olio

La candidatura del film dei fratelli Taviani all’Oscar non è solo un fatto cinematografico. C’è quel brandello rimosso dall’anima della nostra società e che chiamiamo carcere. Sconosciuto o ignorato, mandato in esilio dalle coscienze o esorcizzato con una battuta, il carcere è lì a ricordarci non solo il fallimento di alcuni ma anche il nostro che non sappiamo trovare di meglio che spezzare i fili della comunicazione nella vana illusione di recintare il male. Paolo e Vittorio Tavani ci richiamano con la forza dell’arte a riflettere (o almeno a ricordarci) di celle, sbarre, muri e ore d’aria. Tutto questo è già da Oscar! Ma se partecipare a quella passerella mondiale della celluloide del mercato può aiutare tutti a riflettere su quell’altro mondo chiamato carcere, benvenga. Da Rebibbia al mondo luccicante di Hollywood perché tutti sappiano dei pensieri e del cuore di un detenuto.

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.36