Zone di gratuità

29 ottobre 2012 - Tonio Dell'Olio

Non è soltanto un modo per far fronte alla crisi, ma un'iniziativa interessante che inaugura uno stile nuovo di relazioni tra le persone e con le cose. Non più soldi, ma gratuità. Infatti non si chiamano mercatini, ma "zone di gratuità". Se li sono inventati in Francia. Nessuno baratto, nessun obbligo di reciprocità, né carità, la zona di gratuità è un modo utile per ridurre il volume dei rifiuti e per riciclare oggetti. Ma anche un modo per recuperare spazio pubblico aperto a tutti, in strada, per creare convivialità con i vicini. Un affronto per la società dei consumi. È uno spazio sottratto alle relazioni di mercato, che mette in discussione le idee di regalo, di denaro, di beni. «I valori dell’acquistare/gettare sono sostituiti dalla gioia del dare/raccogliere», spiegano i promotori.
Insomma uno spazio di strada in cui ciascuno può recarsi a portare le cose di cui vuole liberarsi gratuitamente e prendere (non comprare) altri oggetti di cui ha bisogno. Non un fatto isolato perché nel frattempo si registrano zone di gratuità a Courçon (Poitou-Charentes), nel Royans (Rhône-Alpes) e nel Morbihan, a Brest, Rennes e Grenoble.(fonte: comune-info.net)

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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