Argentina sin mafias

9 aprile 2013 - Tonio Dell'Olio

Non è soltanto un'auspicio, ma una vera e propria realtà che comincia. Sembra incredibile, ma in giro per il mondo, dopo aver pensato per troppi anni che la mafia fosse una realtà esclusivamente italiana, ci si sta rendendo conto che ne esistono di russe e giapponesi, cinesi e messicane... Ma mi pare la prima volta che un'organizzazione propone il tema del contributo della società civile nella lotta alle mafie al di fuori dei nostri confini nazionali. Nei giorni scorsi la Fundacion La Alameda, partner di Libera in Argentina, ha organizzato tre giorni intensissimi di riflessione su mafia e antimafia nel proprio Paese. Ed è avvenuto così che giornalisti, rappresentanti di diverse fedi, persone impegnate nelle istituzioni, docenti del mondo accademico, operatori sociali ed esponenti di associazioni, si sono alternati al tavolo per raccontare le mafie e i loro tentacoli, le leggi di cui ci sarebbe bisogno per rendere più efficace la lotta, le situazioni che meritano particolare attenzione. Si è parlato di tratta di donne e di lavoro in stato di schiavitù, di confisca di beni e di corruzione, di adozioni illegali e di narcotraffico. Alla fine un documento con osservazioni e richieste per dare respiro alla legalità e alla giustizia. A partire da una proposta seria e articolata di confisca dei beni per tutti coloro che vengono condannati per associazione a delinquere e che non riescono a dimostrare la provenienza lecita delle proprie ricchezze. Un punto essenziale "Por una Argentina sin mafias".

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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