NONVIOLENZA

Maestro di nonviolenza

Tonino Bello e la nonviolenza attiva. Narrazione, ma anche cuore pulsante della sua azione, in un libro di Sergio Paronetto.
Gina Abbate (Pax Christi Bolzano )

Per don Tonino la pace è l’annunzio fondamentale del cristianesimo, l’essenza della fede. Non l’accessorio, non la frangia marginale dei nostri discorsi. Non l’appendice del nostro impegno cristiano. La pace non è tanto un problema morale,quanto un problema di fede. Quello della pace è il discorso teologico più robusto e serio che oggi si possa fare. Se, infatti, pace è convivialità delle differenze, dobbiamo concludere che la pace è la definizione più vera del mistero principale della nostra fede. Dobbiamo essere ministri di questo convito, rifiutare la schiavitù della guerra, diventare tessitori di rapporti umani limpidi e carichi di tenerezza, non i ragionieri del calcolo e del tornaconto, ricompositori dei piatti sbilanciati della giustizia, non garanti del disordine legalizzato.
Sergio Paronetto, attuale vicepresidente di Pax Christi, ci conduce con passione e precisione in un’ampia e approfondita rivisitazione della miniera di contributi che il vescovo sempre amato d. Tonino Bello, allora presidente di Pax Christi, ha profuso nei più diversi contesti.
Convergono, sapientemente elaborati, frammenti di testi editi e inediti, centrati sul tema della nonviolenza.
“Don Tonino parla spesso di nonviolenza attiva. Preferisce soprattutto raccontarla, farla vedere in azione in storie esemplari di personaggi biblici o nell’esperienza di tanti testimoni che immagina al timone di piccole e grandi navi della storia. La sua narrazione adotta un linguaggio poetico e simbolico. In questo modo entra in contatto con il nucleo profondo delle culture e delle religioni, di cui coglie la sostanza innovatrice. La nonviolenza è, infatti, parte integrante della famiglia umana, compassione orientale, satyagraha gandhiana, misericordia islamica, ubuntu africano, buen vivir andino, shalom ebraico, beatitudini evangeliche”.
Nelle pagine fitte di memorie e citazioni, dal “sogno di Isaia” alla “Costituzione italiana”, a pensieri dei maestri di nonviolenza dei nostri tempi, si possono ritrovare momenti che hanno lasciato un solco profondo in chi li ha condivisi e in chi a questi attinge come a energie inesauribili di speranza.
“Vent’anni dopo la sua pasqua, siamo con d. Tonino oltre d. Tonino, pronti a spalancare con lui la finestra al futuro”, scrive l’autore, ripercorrendo “il percorso aperto al domani da lui, amico della nonviolenza, per convertirci tutti a un cammino di pace più profondo del pacifismo, più ampio dell’antimilitarismo, radicato nella nonviolenza attiva come mezzo e fine… La sua originalità sta nell’assunzione della nonviolenza come cuore pensante della sua visione, come criterio fondamentale del suo operare, come sguardo simbolico e creativo… Il carisma di d. Tonino sta nella rara intensità con cui vive la pace in prima persona come bene primario… Per questo va inserito nella più alta tradizione ecclesiale, come un padre della Chiesa di Cristo, nostra pace, ministra di pace nonviolenta. Assieme a Luigi Bettazzi, si può considerarlo come il vescovo italiano nonviolento più coerente, deciso e credibile.
A don Tonino, con tutto l’amore di Pax Christi Italia, è dedicato questo libro, che merita di essere valorizzato oggi dai ricercatori e costruttori di pace.

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