Atrevete mundo

3 maggio 2013 - Tonio Dell'Olio

Città del Messico è tra le città più grandi del mondo tanto per estensione che per numero di abitanti. Per conoscerla non basta aver visitato le piramidi, il museo antropologico e la casa di Frida Kahlo a Coyaocan. Bisogna abbandonare i percorsi turistici e visitare le periferie sconfinate impastate di vite precarie e di colori. Nei giorni scorsi un gruppo di giovani italiani organizzati da Libera International hanno provato a capire quelle periferie attraverso gli occhi di bambini e adolescenti che troppo spesso costituiscono la ricca riserva di organizzazioni di narcotrafficanti e di delinquenza ordinaria. Il titolo che hanno dato ai loro dieci giorni di periferia messicana è un programma, una provocazione e un messaggio: Atrevete mundo! Tradotto starebbe per Svegliati mondo. E loro ci hanno provato a dare la sveglia a suono di rap e di racconti, di metodi educativi sperimentali e di incontri in cui "gli altri" assumevano sempre di più un nome e una storia. Niente da insegnare e tutto da imparare. Una sfida e una promessa da riportare a casa e che non va deposta nell'armadio delle nostalgie ma piuttosto vissuto come un contagio. Perché forse la parte più difficile dell'esperienza comincia adesso, quando bisogna trovare le parole per raccontare quell'altro mondo a questo.

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Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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