La nostra scuola è il mondo. Storie di migrazione e di inte(g)razione

17 aprile 2013 - Marisa Cioce

Sebbene in Italia il fenomeno migratorio sia consistente e strutturale, non sono stati predisposti né tutti gli strumenti necessari per affrontarlo e gestirlo adeguatamente e non solo in ottica securitaria, né per garantire un’accoglienza civile e dignitosa con reali possibilità di integrazione per gli immigrati, neanche per quelli di seconda generazione.
A fronte di questa constatazione generale, il saggio di CRISTIANA VETTORI :” La nostra scuola è il mondo - Storie di migrazione e di inte(g)razione” ci presenta uno spaccato di società che opera in maniera accogliente: è quella che gira intorno al corso serale dell’Istituto Professionale “Matteotti” di Pisa, corsi che i recenti tagli all’istruzione vogliono eliminare!.
Tre tipi di testimonianze lo dimostrano: Dapprima quello di 22 giovani ( provenienti da Polonia, Ucraina, Cecenia, Romania, Marocco, Senegal, Gabon, Kurdistan, Bangladesh, Brasile, Ecuador) che si raccontano e ci fanno conoscere la loro storia e la storia del loro paese, la loro esperienza in Italia ed il loro giudizio sul Paese ospitante. Non tutti vogliono rimanere in Italia: alla sera studiare proficuamente per prendersi diploma e laurea (lavorando duramente di giorno) e poi ritornare, arricchiti, nel loro Paese, di cui sentono la nostalgia e rimpiangono lo stile di vita e le relazioni più accoglienti delle nostre.
Seguono le testimonianze degli insegnanti che operano in tale corso e che hanno dovuto rivedere l’approccio didattico nei confronti degli studenti-lavoratori (siano essi immigrati che quarantenni cacciati dal mondo del lavoro o ventenni usciti dai corsi diurni). Al serale si crea un clima particolare, si deve usare una lingua semplice e comune per trasmettere idee, ragionamenti ed osservazioni; si passa da una lingua all’altra e spesso si realizza un ribaltamento di ruoli tra studenti e docenti.
A tutto ciò contribuiscono le Associazioni di volontariato, i cui aderenti sono mossi dalla profonda convinzione che si può vivere il mondo solo condividendolo con chi lo popola e che il benessere o è condiviso o non dà soddisfazione.
Se queste testimonianze si leggono con piacere, quasi fossero parte di un romanzo autobiografico, il saggio si conclude con due testi teorici e complessi sull’intercultura e la pedagogia interculturale e sulle analogie tra analisi transazionale e non violenza.
Il lettore, dalla sua poltrona, viaggia nel mondo; educatori, insegnanti e volontari trovano spunti pratici da riutilizzare nella pratica quotidiana; tutti siamo invitati a riconoscere la diversità dell’altro per aver consapevolezza delle nostre diversità, alterità, mancanze e difetti.

Note

La nostra scuola è il mondo. Storie di migrazione e di inte(g)razione
(Cristiana Vettori, Centro Gandhi Edizioni)

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