L’acqua arancione del San Sebastian

9 luglio 2013 - Tonio Dell'Olio

L'acqua del fiume San Sebastian in El Salvador è di colore arancione. Non è né un effetto ottico e nemmeno un fatto naturale, ma semplicemente il risultato dell’inquinamento da rame (mille volte superiore alla quantità consentita) e cianuro (nove per cento oltre il limite di legge). È l’effetto devastante dell’attività delle miniere di oro. Le popolazioni che abitano i territori attraversati da quel fiume devono ricorrere all'acquisto di acqua in bottiglia per dissetarsi e utilizzare quella inquinata per il bestiame e per tutti gli altri usi. È solo un esempio di quello che avviene normalmente lontano dai nostri occhi, ma molto vicino agli interessi delle multinazionali dell’estrazione mineraria. Ora il governo salvadoregno, sotto la spinta dei movimenti di base e di buona parte della popolazione, vuole mettere fine alle concessioni minerarie. Naturalmente le multinazionali delle miniere passano all'attacco: Commerce Group (USA) e Pacific Rim (Canada) hanno già presentato ricorso alla Centre for the Settlement of Investment Dispute (ICSID) della Banca mondiale sulle decisioni del governo salvadoregno di bloccare le concessioni minerarie. Il risarcimento richiesto per i mancati guadagni è di 400 milioni di dollari. Una cifra che metterebbe in ginocchio la fragile economia salvadoregna. Così va il mondo... se noi ci limitiamo solo a guardare o se ci voltiamo dall’altra parte.'

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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