CAMPAGNE

Una scuola ripudia la guerra

Nella città di Gioacchino da Fiore rivive lo spirito profetico della Calabria. E si sperimenta la Campagna promossa da Pax Christi.
Raffaello Saffioti (Centro Gandhi )

Tre classi della terza media della scuola “Gioacchino da Fiore”, a San Giovanni in Fiore, in chiusura di anno scolastico (il 22 maggio 2013) hanno dato vita a una manifestazione col titolo “la scuola ripudia la guerra” che richiama il progetto deliberato dal recente Congresso nazionale del Movimento “Pax Christi”, per la Campagna “Scuole smilitarizzate”.
La manifestazione, svoltasi nel giardino della scuola in una cornice suggestiva, ha voluto essere, come si leggeva nella locandina, “un incontro di festa e riflessione”. Ha avuto un successo straordinario e una vasta eco: si è rivelata un evento che ha valicato i confini della scuola e perfino della città.
I ragazzi e le ragazze sono stati attori e protagonisti della manifestazione, promossa dall’insegnante di religione, Maria Smeriglio, che ha svolto il ruolo di regista e conduttrice, a coronamento di un intero percorso didattico di educazione alla pace.
Già all’inizio della giornata scolastica, gli studenti erano mobilitati per la preparazione dell’ambiente, teatro della manifestazione: esposizione di un gran numero di cartelloni, sistemazione delle sedie, spazio per il complesso musicale preparato dall’insegnante di musica, Antonio Cimino. Grande animazione, aria di festa.
La musica, che ha accompagnato l’incontro in tutta la sua durata, ha contribuito a dare un tono allegro e a creare il clima più adatto. Nel suo intervento introduttivo, l’insegnante ha fatto ricorso alla parabola del seme per dire il senso e la finalità dell’incontro, proiettato verso il futuro.
Era ricca la platea per la varietà delle presenze, compresi i genitori dei circa sessanta studenti della terza classe. L’apertura alla città era segnata dalla partecipazione dell’assessore comunale all’istruzione e alla cultura, Giovanni Iaquinta.
La relazione dell’allieva Silvia Rizzuto ha dato l’idea della maturazione raggiunta nell’apprendimento del senso autentico della pace, anche attraverso il richiamo di alcuni dei grandi maestri della pace e della nonviolenza.
Un breve passaggio della relazione: “Alla diffusione di una cultura della pace e della nonviolenza, tra le giovani generazioni, è in gran parte affidato il futuro del mondo e ciò è raggiungibile solo attraverso parole e atteggiamenti corretti, seguendo gli esempi e i comportamenti delle persone che hanno saputo cogliere al meglio il significato di PACE, quali: Gandhi, Martin Luther King, Giovanni XXIII, Nelson Mandela, e altri”.
Quella relazione è da considerare uno dei documenti più importanti e significativi della giornata. Come in un recital, molti studenti si sono succeduti nella lettura di testi significativi, sempre col sottofondo musicale. Applausi per tutti.
La mia partecipazione, annunciata nella locandina, è stata spiegata da due partecipanti alla manifestazione che hanno dato testimonianza del mio impegno educativo e del mio legame con San Giovanni in Fiore. La prima testimonianza è stata di una mia ex-allieva, Giulia Guzzo, della classe IV B dell’Istituto Magistrale di San Giovanni in Fiore del lontano anno scolastico 1969-70, ora insegnante in pensione, amatissima dai suoi ex-allievi.
La seconda testimonianza è stata di Giuseppe Tricoci, giovane sangiovannese laureatosi recentemente all’Università della Calabria con la tesi “La pedagogia di Danilo Dolci. Un metodo a servizio della Calabria”. Ha testimoniato la mia opera educativa collegandola con quella di Danilo Dolci che lavorò molti anni in Calabria, anche nella zona silana, spargendo semi che si stanno rivelando fecondi.
È facile immaginare il mio imbarazzo e la mia emozione nell’ascoltare le due testimonianze. Col mio intervento, dopo aver annunciato il costituirsi di un gruppo denominato “Associazione Florense per lo Sviluppo Creativo”, mi sono limitato a richiamare l’attenzione degli studenti sullo stemma civico di San Giovanni in Fiore. Ho chiesto quale sia il significato del fiore (boccioli di rosa) tra gli elementi che compongono lo stemma. È una ricerca necessaria per conoscere l’identità della città che ha il fiore anche nel suo nome.
Alla fine del mio intervento ho chiesto che il progetto “La scuola ripudia la guerra” venisse proposto anche agli altri istituti scolastici della città.
Il clou, forse, della giornata è stato la messa a dimora di un albero di abete con la denominazione, in una targhetta, di “albero della pace”. Essendo stato scelto io per compiere questo atto solenne, non mi è facile dire come l’ho vissuto, ma lo considero come la sintesi della mia vita, il coronamento del mio impegno educativo, che ha avuto a San Giovanni in Fiore, dal 1970 al 1975, un periodo felice, impegno conclusosi a Palmi nel 1998.
Alla fine, con l’entusiasmo crescente, si è svolta una cerimonia solenne: la consegna, in forma ufficiale, da parte mia, nelle mani dell’assessore, di un foglio con la proposta di un articolo al Consiglio comunale per il suo inserimento nello Statuto del Comune.
L’articolo pone il compito del Comune, in collaborazione con le scuole della Città, della promozione della cultura della pace, della nonviolenza e dei diritti umani. L’assessore, dopo aver espresso l’apprezzamento per la manifestazione, ha assunto un impegno a favore della proposta dell’articolo per lo Statuto comunale, del quale gli studenti rimangono i testimoni qualificati.
Infine, è avvenuta la consegna agli studenti di quattro testi, da me scelti con molta cura e proposti non solo per la prosecuzione dei loro studi, ma anche come messaggio della giornata per le famiglie:
1. Tolstoj, Promemoria del soldato;
2. Gandhi, Lettera a Hitler;
3. Maria Montessori, Il bambino, maestro della pace;
4. Danilo Dolci, Il mistero del fiore.
Un ricco buffet, preparato dai genitori, con i sapori tipici della comunità locale, ha completato la giornata che ormai è consegnata alla memoria dei partecipanti, oltre che alla documentazione, anche fotografica e audio-visiva. Nel corso della manifestazione ho ripensato il verso di Dolci “ciascuno cresce solo se sognato” e il detto cinese:
Chi guarda avanti dieci anni
pianta alberi.
Chi guarda avanti cento anni
pianta uomini.
(Danilo Dolci, Il limone lunare, Laterza,1971).

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