PRIMO PIANO LIBRI

Per la vita della Chiesa

L’attualità di un’agenda per il Conclave del 1978 in un libro di profonda attualità per la Chiesa di oggi.
Fabrizio Truini

“Il programma di un pontificato non è espressione di una qualsivoglia strategia di politica ecclesiastica, ma può essere delineato solo come tentativo di cogliere il legame tra ‘i segni dei tempi’e il ministero del vescovo di Roma. Per questo sembra essenziale il richiamo al Concilio Vaticano II, come dono dello Spirito del Risorto alla Chiesa del nostro tempo… il problema non è quello di un richiamo puramente interiore o formale, ma è quello di porre dei gesti inequivocabili come la realizzazione effettiva della collegialità; una prassi differenziata nella scelta dei vescovi; il superamento della divisione tra clero e laicato; il rispetto delle scelte delle comunità locali nel loro impatto con la storia; il riconoscimento di un effettivo pluralismo nelle scelte politiche ecc.”.
Queste alcune delle affermazioni più significative nel centrale terzo capitolo di un agile, prezioso libretto curato da Alberto Melloni, nelle edizioni Dehoniane di Bologna, dal titolo: “Sette proposte per il Conclave”, che ripropone il testo di un memorandum inviato ai cardinali nell’agosto del 1978, dall’Istituto per le Scienze Religiose, diretto da Alberigo, al quale collaborarono Dossetti, Bori, Acerbi, Bianchi, Toschi, Ruggeri...
Non hanno perso attualità: come, infatti, sostiene giustamente Melloni, questo documento storico, pur datato, mantiene una “paradossale, involontaria, perfino sgradevole attualità”.
Certo lo stesso curatore non può non indicare all’odierno lettore anche i suoi evidenti limiti, in quanto risale a 35 anni fa, prima della rivoluzione del 1989; dell’avanzata dei Paesi asiatici e latinoamericani; della globalizzazione; delle ultime guerre; dell’impatto con le culture islamiche; della crisi ecologica; che pongono alla Chiesa problemi nuovi e urgenti. E tuttavia il memorandum – riproposto opportunamente ai cardinali prima dell’ultimo conclave chiamato a eleggere il successore di Benedetto XVI – merita di essere letto e condiviso da ogni fedele, perché individua i nodi che il nuovo Papa deve sciogliere nel governo della Chiesa, affinché l’annuncio del Vangelo risuoni persuasivo nel mondo d’oggi, come già desiderava il Concilio.
Un’agenda – o programma da realizzare – che non può che ripartire dal Concilio, o meglio, dalle questioni sottratte da Paolo VI alla discussione dell’assemblea vaticana e che non hanno trovato finora soluzione: la collegialità episcopale, la riforma della curia, la contraccezione, il celibato ecclesiastico, la condanna della violenza bellica…
Il tutto in sette brevi, sintetici capitoli, che scandiscono questo memorandum, e che è utile indicare distintamente per comprenderne lo spessore ecclesiale ed evangelico: 1. L’elezione e la vita della Chiesa. 2. L’annuncio dell’Evangelo ai poveri. 3. I segni dei tempi. 4. Vescovo della Chiesa di Dio in Roma. 5. Il ministero di comunione tra le Chiese. 6. I primi cento giorni. 7. Segni di riconciliazione e di speranza.
Tre Papi non hanno potuto o voluto attuare il programma qui delineato e suggerito. C’è da augurarsi che il quarto Papa – dall’emblematico nome del santo d’Assisi – possa realizzarlo.
È la speranza anche di quanti redassero tanti anni fa il memorandum, che – in qualche modo profetico – scrivevano: “All’interno della sua chiesa di Roma, il vescovo che presiede alla comunione della Chiesa tutta deve porre con chiarezza, fin dagli inizi del suo ministero i segni della riconciliazione e della comune certezza che il Padre ci ha chiamato alla vita e alla comunione con Lui”.
Il 13 marzo 2013, con le prime parole di papa Francesco, questa invocazione sembra aver trovato un iniziale ascolto. Evidentemente occorrevano 50 anni di sospiri di tanti credenti. Ora è da sperare che l’intera agenda possa essere compiuta e perfezionata nella mutata situazione del mondo per una nuova “epifania cristiana, semplice e autentica che – come conclude Melloni nell’introduzione – restituisca al Vangelo la signoria sulla Chiesa e confessi la signoria del Crocifisso sulla storia”.

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