CHIAVE D’ACCESSO

20 centesimi Migliaia di messaggi

Alessandro Marescotti

La campagna “Pace da tutti i balconi” ha compiuto un esperimento di “mediattivismo” in occasione della preparazione della marcia Perugia-Assisi inviando un messaggio di posta elettronica a tutti coloro i quali avevano segnalato – in un apposito database – la propria bandiera della pace.
L’invio è stato automatizzato. Come? Un apposito sistema di gestione elettronico ha fatto partire 17.623 messaggi. Il tutto ha richiesto solo pochi minuti di tempo. Quanto tempo ci sarebbe voluto per stampare le lettere, imbustarle, apporre l’indirizzo e mettere i francobolli? Oltre 293 ore di lavoro (calcolando 1 minuto a busta).
Il costo dell’invio telematico è stato di dieci centesimi di euro. Se invece l’invio fosse stato effettuato per posta cartacea sarebbe costato 10.926 euro solo per i francobolli di posta prioritaria (7.225 euro per posta ordinaria) e circa 3.500 euro per buste e fotocopie. In vecchie lire il tutto avrebbe superato i venti milioni per la posta ordinaria, sorpassando i venticinque milioni per posta prioritaria. Se poi l’imbustamento e la spedizione fossero stati affidati non a volontari ma a una ditta se ne sarebbero andati altri 3 mila euro (quasi sei milioni di vecchie lire).
L’invio di questa ondata di messaggi non è stato un nuovo caso di “spamming” (ossia di posta indesiderata) in quanto il messaggio è arrivato a 17.623 volontari che avevano richiesto espressamente di essere informati sulle iniziative della campagna “Pace da tutti i balconi”. La campagna intendeva promuovere la diffusione della bandiera arcobaleno in occasione della marcia Perugia-Assisi e sollecitava a richiedere e diffondere il materiale organizzativo della Tavola della Pace.
E veniamo ai risultati di questo “esperimento elettronico”. Racconta Diego Cozzuol, coordinatore della campagna: “La segreteria della Tavola della Pace si è purtroppo trovata in grossa difficoltà: non si prevedeva una partecipazione così generosa. Dall’invio del mio messaggio di posta elettronica sono arrivate non solo moltissime richieste di volantini da parte di gruppi, organizzazioni locali e botteghe equo-solidali, ma anche dalle 50 alle 100 richieste giornaliere da parte di singoli volontari. La conseguenza di tutta questa inaspettata mobilitazione è stata che la segreteria ha dovuto letteralmente razionare il numero di volantini da inviare e anche le spedizioni hanno subito ritardi. In tutto sono stati inviati più di 50.000 tra volantini e pieghevoli di entrambi i tipi. Al momento della stampa tale quantità sembrava persino esagerata in rapporto alle tirature fatte

Bandiere a Database
Il “database” delle bandiere della pace, a cui si fa riferimento nell’articolo, è un archivio banca dati in cui sono classificate le schede contenenti il nominativo, la località geografica, l’indirizzo di posta elettronica e altre informazioni che l’utente inserisce su Internet e autorizza a memorizzare. L’indirizzo in cui è localizzato il database è http://db.peacelink.org/volontari/index.php
dalla Tavola della Pace per le precedenti edizioni della Marcia, ma poi, in base alle richieste giunte, ci si è resi conto che il numero di volantini stampati avrebbe potuto essere tranquillamente almeno quintuplicato”. Diego Cozzuol aggiunge: “Siamo felici e condividiamo la soddisfazione di poter riscontrare un desiderio così diffuso di “fare qualcosa” per la Pace, soprattutto da parte di tante persone che non sono necessariamente legate a realtà o gruppi già impegnati”.
Si rende evidente che ciò che è accaduto per le bandiere (ognuno ha provveduto da sé in piena autonomia senza ordini di partito e senza aver preso parte a riunioni di associazioni) può accadere per qualsiasi altra cosa. È un esperimento ben riuscito che può entrare nella storia delle esperienze anarchiche positive.

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