ENERGIE

Sole, cucine e sviluppo

Un progetto contro l’emergenza legna nei Paesi poveri. E le fonti rinnovabili diventano via alla pace.
Mercedes Mas

Le associazioni Salvambiente e Oltreilconfine di Trezzano sul Naviglio (Milano) promuovono un progetto che ha come obiettivo quello di dotare di cucine a energia solare i dispensari, scuole e comunità rurali di Paesi poveri. Promuovere le energie rinnovabili appare sempre più necessario per uscire dall’economia del petrolio e quindi prevenire future guerre. I processi di deforestazione e desertificazione provocati dalla raccolta della legna e dall’allevamento del bestiame, sommati ai cicli di siccità e ai cambiamenti climatici, sono diventati un grave problema in alcune zone del pianeta, principalmente nelle regioni subsahariane di Paesi come Sudan, Nigeria, Burkina Faso, Senegal, ecc.. La scarsità di legna (gli esperti parlano ormai di “crisi della legna”) arriva a tali livelli che in certi momenti è più costoso quello che viene bruciato sotto la pentola che il cibo riscaldato nella stessa.
Questo problema può essere ridotto, parzialmente, mediante l’ampliamento delle energie rinnovabili e, in particolare, dell’energia solare. La natura gratuita dell’energia solare fornisce ovvi vantaggi alle aree di grande insolazione e bassissime risorse economiche. L’energia solare si presenta, pertanto, come una possibilità di attenuare il conflitto fra quantità di popolazione e disponibilità di risorse naturali. Le caratteristiche degli attuali modelli di cucine a energia solare (kit montabile prodotto in Germania) permettono di usarli in modo facile nelle regioni a basso livello di sviluppo grazie al basso costo, al poco peso, al facile

Per saperne di più
Sulle cucine solari è possibile consultare il sito tedesco http://www.eg-solar.de
oppure quello spagnolo http://www.terra.org
Chiunque volesse contribuire al progetto o fosse interessato all’idea, si metta in contatto con le Associazioni Salvambiente (salvambiente@yahoo.it)
o Oltreilconfine (oltreilconfine@tiscali.it) di Trezzano (Milano).
trasporto, al semplice montaggio e alla scarsa manutenzione. In particolare, le cucine “paraboliche” sono state sviluppate per il Gruppo di Aiuto allo Sviluppo della Scuola di Formazione Professionale di Altötting, Germania, come alternativa al consumo di combustibili fossili. La cucina a energia solare parabolica abbisogna di insolazione e di uno spazio sgombro protetto dal vento. Il riflettore parabolico concentra i raggi del sole sulla pentola e la riscalda. Le cucine paraboliche possono raggiungere le stesse temperature delle cucine tradizionali (c.a. 200 ºC = 392 ºF), e conseguentemente, oltre a cucinare, permettono di infornare e friggere. La pentola (nera) è di facile accesso. Il cuoco può continuare a cucinare le proprie ricette abituali. È possibile cucinare dal mattino fino al pomeriggio, dato che il riflettore è orientabile rispetto del sole.
Possono essere sfruttati piccoli periodi di insolazione. La cucina a energia solare parabolica è adeguata per famiglie e, particolarmente, per piccole istituzioni. L’intenzione è quella di portarla anche nei campi profughi, dove il problema del combustibile è enorme. A oggi sono già state spedite cucine solari in scuole, ospedali e villaggi dell’India, Eritrea, Salvador, Brasile, Mongolia, Guinea, Argentina, Cuba, con riscontri molto positivi. Dai villaggi indiani, ad esempio, scrivevano entusiasti della possibilità di bollire l’acqua di tutto il villaggio senza spendere il poco kerosene di cui dispongono, prevenendo in questo modo tante malattie. Il prezzo delle cucine è molto accessibile (da 100,00 a 150,00 euro a seconda delle dimensioni). I contributi per le spedizioni sono arrivati dall’impegno dei ragazzi della Scuola Media Cuciniello di Trezzano, dal CAI di Corsico e da una coppia di sposini che ha inserito nella loro lista di nozze una cucina solare per l’Africa e ne sono arrivati soldi per 10 cucine!

Note

Formatrice assoc. Pace e Dintorni

Ultimo numero

Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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