Gioca per la vita

25 novembre 2013 - Tonio Dell'Olio

Da troppo tempo lo sport non è più solo un gioco. È diventato anche una concentrazione enorme di business e di interessi. Di speculazioni e di violenza. Ed è un vero peccato per quanti, invece, continuano a crederci. Forse gli appelli non bastano e ciascuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Anche nello sport ognuno deve offrire il proprio contributo secondo competenze e ruoli. Un esempio per tutti arriva dal Brasile dove i vescovi si stanno preparando ai mondiali di calcio del prossimo anno. Hanno coinvolto associazioni di base e istituzioni brasiliane e hanno dato vita ad una vera e propria campagna di prevenzione: “Gioca per la vita”. Da tempo ci sono avvisaglie concrete che la criminalità organizzata abbia individuato anche quell'evento per trarne il massimo profitto attraverso la tratta di persone e altri crimini. In ogni caso, nei giorni del Mondiale di Calcio, presso le stazioni e negli autobus, nelle città che ospitano gli eventi sportivi e negli stadi, saranno distribuiti dépliant informativi sul tema della tratta di persone umane. Un gesto nemmeno tanto piccolo ma che ha il sapore grande della responsabilità e del contrasto dal basso alle famiglie criminali.

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