DON TONINO

Dissipare l’ombra di Caino

Rileggiamo la fraternità con gli occhi di don Tonino. Siamo custodi gli uni degli altri, chiamati a proteggere il fratello e la sorella, ad accogliere e a guardarci in volto. Sino a rispondere alla domanda di Dio: “Dov è tuo fratello?”.
Rosa Serrone (già amministratrice locale, animatrice Agesci)

Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2014 ha indicato come tema la Fratellanza e la cultura dell’incontro e non dello scontro in campo sociale, economico, finanziario e politico. 

Parole antiche ma ancora di grande attualità. 

Per spiegare la violenza fratricida, don Tonino in “Dissipare l’ombra di Caino, appunti sulla non violenza” (ed. La Meridiana, 1996), fa un’analisi puntuale del racconto di Caino e Abele. In questa coppia archetipa di fratelli egli individua la differenziazione della cultura (uno contadino, l’altro pastore), la differenza di culto (due altari: uno i frutti della terra, l’altro il frutto del gregge), la differenza di accettazione da parte di Dio (Egli preferisce Abele, il minore tra i fratelli) e trova la causa dell’omicidio nel non voler accogliere il posto e la funzione del fratello, in sostanza nel rinunciare ad esserne il custode. 

Per don Tonino il giudizio di Dio è una vendetta ecologica (“Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti. Ramingo e fuggiasco sarai sulla terra”, Gen 4,12), ma anche una protezione per Caino (“Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte”, Gen 4,15). Se “Dov’è tuo fratello?” è la domanda di Dio e la sua promessa a Noè: “Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, ad ognuno di suo fratello”(Gen 9,5), noi siamo chiamati a rispondere a questa domanda e a questo patto proprio mentre la globalizzazione dell’economia e della comunicazione ci rende ancora più egoisti e indifferenti all’altro. 

Don Tonino sostiene invece: “Se un volto non è rivolto verso l’altro, non è più volto. Dovremmo vivere l’uno per l’altro”.

E allora come educarci alla fratellanza? Don Tonino individua nel comportamento dei bambini un istinto naturale alla fratellanza, modificato “da persuasione occulta sottesa a tantissimi programmi apparentemente innocui che esaltano le ragioni del più forte, il successo del più bravo, il prevalere del più dritto... I bambini hanno da annunciarci verità primordiali in fatto di apertura, di integrazione e di accoglienza. Il diverso per loro non fa problema. L’altro è sempre un partner con cui spartire qualcosa. Il rivale finisce sempre col diventare compagno. Colui che sopraggiunge non deve essere eliminato. Male che vada, le loro reazioni saranno quelle effimere della

gelosia, mai, però quelle tragiche del rifiuto, e anche i gesti spontanei dell’accaparramento, dopo le prime resistenze, si scongelano sempre nell’empito gaudioso della condivisione… La soluzione dei loro conflitti: il ricorso alla mediazione degli adulti, la facilità di contrattazione reciproca, l’accomodamento rapido sui loro piccoli interessi, il lasciarsi distorcere da interessi più grandi, l’improvvisa capacità di dono che scoppia nel bel mezzo di una sindrome di egoismo, il sorriso che si fa largo tra le lacrime e stempera l’odio, l’abbraccio che ratifica un’amicizia ritrovata, il tornare a dormire insieme lasciando indifese le loro conquiste…  Agli adulti il compito di controllare il loro linguaggio. Sorvegliando la loro relazionalità, in modo che i piccoli non incorporino troppo presto i germi dell’odio e della violenza. Costituendosi perenne riserva critica nei confronti delle discriminazioni, delle ingiustizie, degli abusi di potere, delle emarginazioni razziali, delle disparità tra uomo e donna. Praticando lo stile dell’accoglienza e aprendosi con fiducia alle categorie della diversità senza vederla come disturbante, mostruosa, da eliminare…” (Antonio Bello, I bambini e la pace , in Scritti di pace, ed. Mezzina, 1997). Quanti compiti a casa per famiglie, scuole, Chiese ma anche per politici ed economisti! La vita di don Tonino testimonia una fratellanza vissuta sul serio con tutti. Nella preghiera egli ha definito gli uomini “angeli con un’ala soltanto che possono volare solo rimanendo abbracciati”

Sapremo concertare senza stancarci nuove vie che portino alla pace?

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