Dal pianeta Cina

16 gennaio 2014 - Tonio Dell'Olio

La Cina è un vero e proprio continente. Un’enorme nave fantasma di cui conosciamo quasi nulla. Poche le notizie che riescono a trapelare oltre i filtri stretti di una censura senza pari e meno ancora quelle che l’informazione occidentale ritiene degne di diffusione. Ci sono due notizie di questi ultimi giorni che ci fanno almeno intravedere alcune piaghe drammatiche di quella economia esplosiva dagli occhi a mandorla. Martedì scorso (14 gennaio) a Wenling un’altra fabbrica si è incendiata e, a quanto si sa, sono rimasti uccisi 16 operai. Ennesima tragedia anonima che in un altro Paese avrebbe aperto un dibattito per giorni sul tema della sicurezza sul lavoro, sul diritto dei lavoratori alla salute e alla sicurezza, sulla globalizzazione… Il minimo di risalto dato alla notizia è dato dal fatto che si tratta della prima strage sul lavoro registrata nel 2014. O almeno quella di cui si ha notizia. La seconda novità arriva dall’apparato. Il presidente Xi Jinping ha avviato una campagna anti-corruzione. “Tutte le mani sporche saranno fermate” ha dichiarato solennemente Xi ai funzionari del PCC. Umiliazione dei diritti fondamentali dei lavoratori e corruzione dilagante sembrano essere due colonne portanti di quell’economia mentre il resto del mondo - distratto – veste cinese e tace pensando ciascuno ai problemi di casa propria.

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