Evadere

24 gennaio 2014 - Tonio Dell'Olio

L’evasione non è solo fiscale. O meglio, l’evasione fiscale è evasione sociale, etica, di responsabilità. Non consiste semplicemente in un risparmio e in un profitto illeciti, quanto piuttosto in assenza di solidarietà. Evadere significa “andare fuori”, mettersi fuori, andarsene da un’altra parte, voltare le spalle. Evadere significa tradire la propria comunità e il territorio cui si appartiene. Diventare estraneo, straniero, extracomunitario nel senso pieno e vero del termine. E parassita. Ovvero beneficiario “a gratis” e senza titolo di servizi e prestazioni d'opera. Altra cosa è protestare e agire per una fiscalità più equa e rispettosa. Tentare di cambiare le regole perché ciascuno contribuisca alla dignità e alla qualità della vita di tutti in misura delle proprie possibilità. Insomma l’evasione delle tasse è molto più grave della mancanza di fattura e di scontrino. Soprattutto appare evidente che molto spesso il senso di solidarietà è inversamente proporzionale al proprio reddito e che a pagare realmente di più siano proprio quelli che hanno di meno, quelli a stipendio fisso e controllato. E qui – ancora più grave - evasione significa ingiustizia.

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