Avenue Bourguiba

19 febbraio 2014 - Tonio Dell'Olio

La Tunisia è una nazione giovane. Te ne rendi conto attraversando Avenue Bourguiba, la via centrale della capitale o visitando anche distrattamente un borgo o una cittadina minore. Le strade, i bar, i locali, sono affollati di giovani. Ma è giovane anche la sua democrazia, la sua Costituzione, la voglia di riscatto e di cambiamento che percorre il corpo sociale più vivo e intelligente. Una giovinezza che non riesce ad essere contenuta, frenata, arginata. Per questo troppo spesso non esita a imbarcarsi nei viaggi della speranza (o della disperazione?) che chiedono a quel pezzettino di mare di farsi ancora più sottile per ricucire l’altra sponda del “Mare che sta di mezzo”. Quella stessa Avenue Bourghiba nel gennaio 2011 era un mare di persone in rivolta che chiedeva rispetto. Per tutta la sua estensione che ricorda gli Campes Elysees era il travaglio di un parto che non si è ancora compiuto e il cui frutto non ha ancora visto la luce. Perché non basta una Costituzione moderna. Tutti continuano a ripetere che è ancora più urgente tradurla nelle scelte concrete che quei giovani attendono, pretendono, incalzano. Se il nostro pensiero più frequente è per la Germania, significa che non ci rendiamo conto che la folla di Avenue Bourguiba è quella con cui dobbiamo avere almeno rapporti di buon vicinato.

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