Il posto giusto e quello sbagliato

14 marzo 2014 - Tonio Dell'Olio

Nei confronti delle vittime innocenti di mafia abbiamo un debito che non riusciremo mai ad estinguere. Tra le cose che possiamo fare per pagare almeno gli interessi annui maturati finora è di dedicare loro una giornata di riflessione e testimonianza. È il 21 marzo. E come sarebbe bello che in ogni piazza d'Italia quel giorno  semplicemente si ripetessero ad alta voce quei nomi. Giornalisti, magistrati, poliziotti, sacerdoti, politici, ma anche semplici cittadini che hanno visto e non hanno taciuto, che hanno subito un torto e hanno denunciato. Si dice: "si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato" e invece sono quelli che erano al posto giusto nel momento giusto. Chi era nel posto sbagliato erano piuttosto gli altri, gli assassini. Come ogni anno la manifestazione nazionale organizzata da Libera si terrà il sabato successivo. Quest'anno tocca a Latina. Terra di frontiera. Troppo spesso senza dogana. Troppo spesso terra di conquista. Di clan originati da altre terre. Terra dai troppi silenzi. Ma soprattutto terra abitata da una maggioranza soverchiante di gente onesta che ha bisogno di essere incoraggiata e sostenuta. Accompagnata per 100 passi e oltre. Se il 22 marzo a Latina saremo in tanti, il messaggio giungerà chiaro e forte anche a quelli che devono capire che stanno nel posto sbagliato nel momento storico sbagliato. Perché cittadini e cittadine hanno imparato a costruire il proprio futuro senza mafie e senza mafiositá. Il posto giusto.   

 

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La politica deve ritrovare il suo spazio.
Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
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